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Cronaca Madonna del Freddo

Una lettera a papa Francesco per la chiesa di Madonna del Freddo

Petolicchio, presidente dell'associazione di quartiere, si rivolge al pontefice all'arcivescovo Forte per evitare che l'area espropriata per costruire la chiesa di uno dei quartieri più popolosi della città venga acquistata dai testimoni di Geova

Una lettera a papa Francesco e all’arcivescovo Bruno Forte per invocare la possibilità di costruire una chiesa che raduni uno dei quartieri più popolosi della città, di 6mila abitanti. È firmata da Alessandro Petolicchio, presidente dell’associazione culturale Madonna del Freddo e segretario di zona di Giustizia sociale.

Nel documento inviato al pontefice e a monsignor Forte si ripercorrono tutte le tappe di una richiesta irrisolta da anni. Un problema che può apparire secondario rispetto ai tanti che vessano la città di Chieti, ma che per gli abitanti di Madonna del Freddo e Levante, specialmente i più anziani, è diventato assai gravoso, soprattutto considerato che la chiesa più vicina, quella di Sant’Anna, dista circa 3 chilometri e non è certo facile raggiungerla per chi non ha un’auto a disposizione o ha problemi motori.

Mentre i fedeli del quartiere si rassegnano all’ennesimo Natale senza un luogo in cui professare la propria religione, Petolicchio informa che i testimoni di Geova si stanno interessando ad acquistare un terreno di 7.360 metri quadrati che comprende anche l’area su cui dovrebbe essere edificata la chiesa, 2.460 metri quadrati in tutto. Una porzione di terreno espropriata nel 1990 dall’amministrazione comunale.

Nel 2002 la curia arcivescovile chiese la concessione edilizia di variante urbanistica per la costruzione della nuova chiesa nella zona Peep di Madonna del Freddo. All’epoca l’arcivescovo era monsignor Edoardo Menichelli. Alla domanda, corredata da 3mila firme, era allegata una valutazione tecnica di architetti dello studio associato Opera. Ma a quella richiesta non c’è stato seguito e oggi Petolicchio, a nome dei fedeli della zona, scrive al Papa per invocare una soluzione.

“Confermiamo – si legge nella lettera – di credere alla religione cattolica e non ai testimoni di Geova e altre religioni. Ma se questo dovesse accadere sarebbe una grande sconfitta per la Chiesa locale, nazionale e per tutto il clero diocesano Chieti-Vasto”. E ancora, rivolgendosi direttamente a papa Francesco, il presidente dell’associazione chiede di “coinvolgere le istituzioni ecclesiastiche”.

E chissà che il pontefice, che nei primi mesi sul soglio di Pietro ha sorpreso più volte cattolici e laici con i suoi comportamenti non in linea con le abitudini di un ministro del culto, non raccolga l’appello dei fedeli teatini per realizzare finalmente l’attesa chiesa di Madonna del Freddo.

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