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Wwf e forestali censiscono le tartarughe nel laghetto della villa: 48 sono di una specie non commerciabile

L’individuo più grande pesava oltre due chili e altri dieci superavano largamente il chilogrammo e il Wwf mette in guardia: "Questi animali soffrono nelle vaschette in casa"

Sono 50 le testuggini esotiche attualmente presenti nel laghetto della villa comunale di Chieti. Tra queste, 48 appartengono alla specie Trachemys scripta, la cui detenzione è consentita solo previa compilazione di un modulo scaricabile on line, da inviare al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L’attestazione dell’invio, tramite Pec, fax o raccomandata postale, autorizza automaticamente il proprietario a continuare a detenere il proprio animale da compagnia. Questo perché la testuggine palustre americana è stata inserita nell’elenco delle specie esotiche invasive varato dall’Unione Europea ai sensi del Regolamento UE 1143/2014, recepito in Italia dal Decreto legislativo 230/2017.

Il termine ultimo per mettersi in regola è il 31 agosto prossimo. Una scadenza che riguarda tutti i privati cittadini che negli anni hanno acquistato una testuggine oggi proibita, ma anche le amministrazioni che le ospitano nel proprio territorio: i sindaci sono responsabili infatti degli animali presenti nei laghetti e nelle fontane dei giardini pubblici, anche se quasi sempre si tratta di abbandoni non autorizzati.

Il problema, denuncia il Wwf, è che si comprano testuggini poco più grandi di una moneta da un euro, magari soltanto per accontentare un bambino, senza avere adeguate informazioni e ci si trova dopo pochi anni a dover gestire un animale di discrete dimensioni, peraltro capace di infliggere morsi dolorosi. "Sarebbe necessario – osserva la presidente del Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco, che è anche referente Conservazione nella sezione Abruzzo e Molise della Societas Herpetologica Italica – limitare il commercio di tutte le testuggini neonate. Oggi è proibita la vendita delle Trachemys scipta, ma nei negozi se ne trovano altre specie liberamente acquistabili. Non è difficile pronosticare che presto troveremo anche queste in natura".

Tornando alla villa comunale di Chieti, in accordo con il Comune e per esso con il funzionario Salvatore Colacito, Wwf e Carabinieri Forestali del servizio Cites hanno recentemente censito gli animali presenti nel laghetto e la documentazione è stata poi inviata al Ministero. Ebbene, le testuggini sono risultate 50, ben 48 delle quali appartenenti alla specie Trachemys scripta: più esattamente 3 individui della sottospecie T.s.elegans, nota come testuggine dalle orecchie rosse, 4 T.s.troostii e 41 T.s.scripta (l’una e l’altra dette testuggini dalla orecchie gialle). Gli altri due individui trovati appartengono a specie attualmente commerciabili: Sacalia bealey e Mauremys sinensis.

"Dati – commenta ancora Nicoletta Di Francesco – perfettamente in linea con l’andamento del mercato: negli ultimi anni la sottospecie di gran lunga più diffusa nei negozi era proprio Trachemys scripta scripta: non sorprende che sia anche quella più frequentemente abbandonata. Oggi tra le specie in vendita una delle più comuni è proprio Mauremys sinensis ed è significativo averne trovata già una. Le testuggini esotiche stanno bene a casa loro, non nei nostri ambienti naturali nei quali possono solo far danni, e meno che mai in una vaschetta in casa. Non ci si lasci ingannare dalla taglia mini al momento dell’acquisto: l’individuo più grande trovato nel laghetto nei giardini pubblici di Chieti pesava oltre due chili e altri dieci superavano largamente il chilogrammo. A ben guardare, è un atto di egoismo acquistare animali cosiddetti “da compagnia” che non si possono accudire per tutta la loro vita, nel caso delle testuggini diverse decine di anni! Servono una maggiore sensibilità e soprattutto una corretta informazione".

I Comuni, peraltro, sono in enorme difficoltà: la gestione di questi animali nel rispetto della legge comporta la separazione per sessi per impedire e la riproduzione, barriere idonee a prevenire fughe. Va aggiunta la manutenzione per l’igiene di laghetti non certo studiati per tollerare un carico così imponente di testuggini. Tutto ciò richiede costi e impegno notevoli. La normativa prevede pure che ogni Regione debba realizzare un centro di detenzione idoneo al quale chiunque, amministrazioni locali comprese, può cedere gli animali. In Abruzzo, come in buona parte d’Italia, queste strutture al momento non sono state realizzate.

Il Wwf ricorda che non segnalare il possesso è reato punibile con multe pesanti (fra 150 e 20 mila euro), mentre per la violazione dei divieti di introduzione, detenzione, trasporto, utilizzo/scambio/cessione e riproduzione si va da 1.000 a 50.000 euro, con aumenti sino al triplo se dalla violazione dovesse derivare la necessità di applicare misure di eradicazione rapida o di gestione o di ripristino degli ecosistemi danneggiati. Il reato più grave, l’abbandono in natura, dannoso per la stessa testuggine esotica in un ambiente per lei estraneo e per l’ecosistema, è punibile infine con arresto sino a tre anni e sanzioni tra 10.000 e 150.000 euro.

Per saperne di più

Sul web sono disponibili le linee guida elaborate dal Ministero dell’Ambiente con il supporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e della Societas Herpetologica Italica (SHI). Sullo stesso argomento può essere utile anche consultare le più estese raccomandazioni. Per consultare l’elenco completo delle specie esotiche di rilevanza unionale si può fare affidamento a quanto specificato dal ministero

Testuggini Chieti 1-2

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