Cronaca Chieti Scalo

Il cenacolo del poeta Bruno Zulli a Francavilla al Mare

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

"Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle". Con questa frase di Oscar Wilde si è concluso l'evento dello scorso venerdì 23 giugno dedicato alla poesia, nel paese che un tempo ospitò il Cenacolo michettiano. A farsene promotore, l'acclamato poeta francavillese Bruno Zulli, che già in passato ha dato vita a simili iniziative. La serata, dal titolo "La musica della poesia", ha visto l'alternarsi d'introduzioni critiche sulla musicalità del verso, filmati d'epoca, e la declamazione delle poesie a cura delle attrici Emanuela Di Maggio e Kristine Maria Rapino. La manifestazione si è fregiata, inoltre, dell'intervento del Prof. Fabrizio Domenicucci, docente di Letteratura Latina alla Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi G. D'Annunzio di Chieti, che ha posto in risalto la potenza espressiva e la metrica della poesia greca e latina. Il tutto si è svolto nello spazio antistante l'abitazione del poeta Zulli, "in una grande pace marina e campestre", avrebbe scritto la Serao. Un'atmosfera d'altri tempi. È questo che Zulli cerca di riproporre: un ritorno alla vitalità dei cenacoli domestici. Un luogo aperto all'arte, dalla spontaneità multiforme e straordinariamente prolifica. Ciò che un tempo rese grande Francavilla al Mare e l'Abruzzo, in tutto il mondo. "Oh i bei giorni di Francavilla, quando il culto dell'arte ci univa", scriveva D'Annunzio. Tutto è ancora possibile.

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