Celiachia: un mercato in espansione per migliorare la vita fuori casa

Sempre più ristoranti, gelaterie e supermercati offrono prodotti senza glutine. Non molti quelli garantiti dall'Aic, ma ci sono corsi per formare gli esercenti ad offrire un servizio adeguato a chi soffre di intolleranze alimentari

Sono 3.500 stimati in Abruzzo, ma il numero reale potrebbe essere di sei volte superiore. In provincia di Chieti ci sono 450 associati all’Aic (Associazione italiana celiachia), ma il numero dei celiaci è nettamente più alto. E il territorio si sta adeguando per offrire servizi a chi soffre di questa intolleranza alimentare.

La celiachia, infatti, è un’allergia alimentare al glutine, un insieme di proteine contenuto nei cereali. Non si guarisce: l’unica soluzione per evitare danni all’intestino è seguire una dieta priva di glutine. Ovvero eliminare dai propri pasti tutti gli alimenti che possano contenere la proteina nociva.

Da tempo Confesercenti presta attenzione a questa categoria di clienti, sensibilizzando sempre di più gli appartenenti alla categoria per offrire un servizio migliore a chi deve seguire una dieta ben precisa. Ultimo evento in ordine di tempo è stato, qualche settimana fa, l’incontro di più di 70 ristoratori della provincia di Chieti in collaborazione con la Asl. Lo scopo era formare gli esercenti per riuscire a curare anche le necessità di chi ha particolari esigenze alimentari.

Per poter essere accreditati dall’Aic come locale a norma di celiachia, infatti, è necessario seguire un preciso decalogo che va dall’usare pentole o cestelli dedicati agli alimenti senza glutine, fino al separare gli ambienti di preparazioni dei piatti. Piatti e tovaglie devono essere perfettamente puliti e il personale deve essere formato adeguatamente sulla malattia e sulle necessità dei clienti celiaci. In nessun modo il cibo senza glutine deve essere contaminato con quello normale: nei casi più gravi si rischia persino lo shock anafilattico.

In provincia di Chieti non sono molti i ristoranti e le pizzerie accreditate dall’Aic: 16 in tutto, uno solo nel capoluogo (il ristorante Nino). Due invece le gelaterie che producono gusti senza usare glutine: SIgismondi sul colle e l'Ariston allo Scalo (tre nel resto della provincia). Sono invece solo due, a Vasto e a Roccamontepiano, i bed&breakfast approvati dall’associazione celiachia regionale.

Esistono però molti altri ristoranti, bar e pizzerie che, seppure non inserite nell’elenco garantito dell’Aic, offrono menu dedicati a clienti che soffrono di intolleranze alimentari, la celiachia in particolare. E sono sempre di più i prodotti dedicati ai celiaci da consumare in casa. Se fino a pochi anni fa si trovavano solo pochi alimenti in farmacie specializzate, oggi il mercato è cresciuto. E dalle erboristerie ai supermercati è possibile acquistare ogni genere di prodotto, riconoscibile dalla spiga sbarrata: pasta, biscotti, panini, lasagne, gelati, snack.

La vita dei celiaci, insomma, è migliorata molto. Il numero cresce sempre di più e il mercato dei prodotti gluten free è in continua espansione per offrire una vita quanto più agevole possibile anche a chi ha particolari esigenze alimentari.

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