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Casse comunali in rosso, Di Primio lancia il piano contro il dissesto

Riorganizzazione delle società partecipate, dimezzare gli 8 dirigenti, aumentare la capacità riscossoria del Comune, evitare le spese, combattere i fannulloni. Di Primio annuncia un futuro di "lacrime e sangue" per salvare il Comune

“Dal 15 luglio abbiamo messo la parola fine alle spese”. Parola di Umberto Di Primio che, ancora agli inizi del suo mandato bis, il giorno dopo l’approvazione in consiglio comunale del bilancio consuntivo 2014, corredato da 96 pagine di parere non favorevole del collegio dei revisori dei conti, lancia in conferenza stampa le misure per evitare il dissesto del Comune.

La sofferenza delle casse comunali, vessate da 20 milioni di euro di debiti che affondano radici in tempi lontani, è stata ben certificata dai revisori, che hanno accusato il Comune di una “scarsa capacità riscossoria”. Ma per Di Primio, che pure ammette una situazione gravissima delle casse di palazzo d'Achille, le responsabilità maggiori sarebbero altre.

Non solo il calo dei finanziamenti statali, ridotti drasticamente del 93 per cento nel giro di 5 anni, ma anche “una cattiva gestione della macchina amministrativa da parte dei dirigenti del Comune. Nessuna spesa è dipesa da una richiesta sconsiderata di un assessore o del sottoscritto ma la macchina non funziona come dovrebbe, anche perchè la società che gestisce la riscossione dei tributi per conto del Comune, la Teateservizi, non ha svolto un servizio efficace in tal senso”. L’accusa, neanche troppo velata, è contro dirigenti non esattamente produttivi, tanto che l’obiettivo è quello di una riorganizzazione, dagli 8 attuali a 4 entro gennaio 2016.

“Quelle che andremo ad affrontare saranno scelte difficili ed impopolari ma necessarie per il futuro della città ed i soggetti ed i dirigenti che fino ad oggi hanno creato tali problemi saranno mandati a casa”, tuona il sindaco.

Nel mirino anche “le anomalie lavorative” delle società partecipate Teateservizi e Chieti Solidale: “Il Comune – dice il sindaco – non può più foraggiare i carrozzoni creati dalla politica”. Le due società, secondo Di Primio, non raggiungerebbero gli scopi attesi, specialmente dopo i rilievi dei revisori.

“Il Comune cercherà di continuare a fare quello che può, compresi gli eventi, ma bisogna cambiare la mentalità nella gestione anche perché il prossimo bilancio di previsione non ci consentirà di fare tante cose”. Il prossimo passo è il riaccertamento straordinario dei residui. Dopodiché, la giunta potrà prendere una direzione fra il predissesto e la possibilità di spalmare i debiti in 30 anni.

Intanto le opposizioni insorgono: se Pd, Chieti per Chieti e Centro Democratico, durante il consiglio comunale di giovedì hanno abbandonato l’aula per protesta contro il mancato rispetto del regolamento, oggi Bruno Di Paolo (Giustizia Sociale) in una nota critica fortemente Di Primio, parlando di “uomo solo al comando”. 

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