Cronaca

Carabiniere teatino assolto in Cassazione dalle accuse di detenzione e spaccio di droga

Dopo 13 anni l'appuntato Omar Di Nardo, 45 anni, è stato assolto in via definitiva dalla Corte di Cassazione di Roma. Il legale ripercorre il suo calvario

Un calvario giudiziario durato 13 anni quello di Omar Di Nardo, 45enne appuntato dei carabinieri di Chieti, accusato ingiustamente di detenzione e spaccio di droga e che oggi vede l'epilogo con l'assoluzione in via definitiva dalla Corte di Cassazione di Roma. 

Assolto sia in primo grado, sia in appello, la Cassazione ha confermato la sentenza e ha prosciolto definitivamente tutte le accuse che lo vedevano coinvolto in attività illecite per sostanze stupefacenti durante il periodo di servizio trascorso a Rimini.

I fatti, dicevamo, risalgono al 2008, quando Di Nardo era in servizio presso il nucleo investigativo dei carabinieri di Rimini ed era impegnato in diverse operazioni anti-droga che venivano condotte grazie anche alle segnalazioni di un pluripregiudicato. Quest'ultimo, per un lungo periodo, si è trovato a collaborare con i carabinieri passando notizie utili all’arresto di decine di spacciatori e al sequestro di ingenti quantitativi di droga.

È in questo contesto che la Procura di Rimini aveva avviato le indagini culminate, nel 2008, con l’avvio di un procedimento penale a carico di Di Nardo, insieme al suo capitano e al luogotenente: a loro venivano imputati cinque episodi di detenzione e spaccio di rilevanti quantità di stupefacenti e comportamenti illeciti rispetto alla normativa che prevede gli acquisti di droga sotto copertura.

Nel tempo però, l’accusa è stata smontata in tutti i gradi di giudizio e confermata dalla Cassazione. "Sin dagli inizi del giudizio di primo grado, la difesa si è basata sull'inattendibilità di segnalazioni fornite da un pluripregiudicato che, nonostante la collaborazione con le forze dell’ordine, continuava i propri traffici illeciti. Inoltre, i carabinieri si trovavano nel pieno svolgimento della loro professione rivolta alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti" spiega l'avvocato difensore Giovanni Chiarini, dell'omonimo studio legale di Chieti.

Il carabiniere teatino in questi anni ha comunque continuato a lavorare per l'Arma, partecipando anche importanti operazioni antidroga.

Fino all'assoluzione piena. "Quello di oggi - commenta ancora l'avvocato Chiarini - è un grande risultato per il nostro assistito e per la sua reputazione compromessa in questi anni di accuse ingiuste, infamanti e prive di qualsiasi fondamento, che riempie di soddisfazione anche il nostro Studio impegnato nella sua difesa e determinato a mettere fine a questo lungo calvario giudiziario".
 

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