Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Casoli

A Casoli nasce il Centro abruzzese di documentazione sull’internamento civile fascista (Cedif)

Il progetto è finanziato con fondi regionali e mira a raccogliere, valorizzare e divulgare le fonti documentali legate alla storia dei campi di concentramento e delle località di internamento libero, istituiti dal regime fascista e attivi durante il periodo bellico, in modo particolare nella provincia di Chieti

A Casoli partiranno i lavori per la realizzazione del Centro abruzzese di documentazione sull’internamento civile fascista (CeDiF) nell’ex municipio sede "numero 1" del campo di concentramento attivo nel comune del chietino durante il secondo conflitto mondiale, da poco più di anno già “Luogo della memoria”. Il progetto è stato ideato e presentato in occasione di una riunione nella sala del “Cenacolo abruzzese” del castello ducale il 6 aprile dell'anno scorso. All'incontro parteciparono, oltre alla giunta comunale, anche la presidente dell’Anpi di Casoli, Piera Della Morgia, l’imprenditrice Antonella Allegrino, proprietaria di Palazzo Tilli, il professor Vito Francesco Gironda dell’Università di Bielefeld (Germania) e Giuseppe Lorentini, ideatore e curatore del progetto di ricerca e documentazione on line "campocasoli.org".

Sul web l'archivio storico sul campo di concentramento di Casoli

Da quell’incontro si sono concepite le basi per la concretizzazione di un centro di documentazione sull’internamento fascista e di un museo, da realizzare nei locali dell’ex municipio sede del campo fascista di Casoli tra gli anni 1940 e 1944. Così il sindaco Massimo Tiberini ringrazia quanti hanno partecipato e sottolinea che

si tratta di uno splendido risultato che si è raggiunto mettendo in campo la sinergia tra università, comune, associazionismo, partecipazione e territorio. Un’idea che è partita dallo straordinario lavoro di ricerca e di passione civile di Giuseppe Lorentini, che con il suo idealismo pragmatico è riuscito a vedere la potenzialità dei luoghi e dei documenti, riuscendo a concretizzarli grazie alla sua visione di sognatore scientifico. Il futuro Centro sarà un progetto comune fra le varie entità coinvolte per far diventare Casoli anche volano di attività varie (convegni, seminari, turismo della memoria).

Il progetto definitivo è stato presentato dal Comune di Casoli per mezzo dell’associazione di promozione sociale per lo sviluppo locale, rurale e montano “Selva Madre”, sotto la consulenza di Giuseppe Lorentini e con il progetto dell’architetto Maria Carmela Ricci per la partecipazione al programma della Regione Abruzzo per lo Sviluppo Rurale 2014-2020 - Reg. (UE) 1305/2013 (Bando pubblico per l'attivazione della misura M 07 - Tipologia d'intervento 7.4.1 - "Investimenti nella creazione, miglioramento e espansione dei servizi di base locali per la popolazione rurale"). Con determinazione N. DPD025/134 del 09.07.2018 è stata approvata la graduatoria definitiva dei progetti finanziati del bando 7.4.1, che vede questo progetto tra quelli finanziati dalla Regione Abruzzo.

Il Centro abruzzese di documentazione sull’internamento fascista (CeDif) è nato per raccogliere, valorizzare e divulgare le fonti documentali legate alla storia dei campi di concentramento e delle località di internamento libero, istituiti dal regime fascista e attivi durante il periodo bellico, in modo particolare nella provincia di Chieti: 6 campi di Concentramento (Casoli, Lama Dei Peligni, Lanciano, Vasto, Tollo, Chieti), e oltre 20 località di internamento libero (Archi, Atessa, Bomba, Bucchianico, Carunchio, Casalbordino, Castelfrentano, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Cupello, Fara Filiorum Petri, Fresagrandinaria, Gissi, Guardiagrele, Montazzoli, Orsogna, Ortona, Paglieta, Palena, Quadri, Rapino, Ripa Teatina, Roccaspinalveti, San Buono, San Vito Chietino, Scerni, Torricella Peligna, Villa Magna, Villa Santa Maria). Le attività del Centro si basano sul convincimento che gli studi storici rivestano un ruolo importante e insostituibile ai fini della conoscenza e della valorizzazione delle politiche della memoria sul tema riguardante il fenomeno del sistema concentrazionario fascista.

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