Caso Pellegrini, Melilla: "Il ministro Orlando intervenga"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Stamattina Gianni Melilla, il Deputato di Sinistra Italiana, ha incontrato Fabrizio Pellegrini nel Carcere di Chieti per sincerarsi dello suo stato di salute e portare la solidarietà del Partito a tutti i livelli.

"Sono ormai 50 giorni che Fabrizio è detenuto e non ha accesso a nessun tipo di cura palliativa: questa situazione rischia di compromettere l'articolazione del braccio e della mano che gli consentono di lavorare dato che è un pianista ed un insegnante di musica. Chiedo al Ministro Orlando di intervenire con urgenza poiche' i suoi gravissimi problemi di salute sono incompatibili con il regime carcerario. Il Parlamento affronti, alla ripresa dei lavori, la legge che legalizza la cannabis. Non si può aspettare oltre. La situazione di Pellegrini, ma anche di molti altri malati, va risolta".

Lo afferma il Deputato abruzzese di Sinistra Italiana Gianni Mellilla al termine dell'incontro con Fabrizio Pellegrini, pianista di 47 anni di Chieti malato di fibromialgia, detenuto dall'11 giugno scorso, con l'accusa di coltivazione di cannabis,nel carcere di Madonna del Freddo a Chieti. La vicenda che vede coinvolto Pellegrini ha bisogno di essere risolta per via legislativa. Oggi nel mondo l'uso della cannabis come rimedio efficace per alcune patologie è una realtà. Come è una realtà la coltivazione per uso personale e medico. Pellegrini si cura con medicinali a base di cannabinoidi perché sono l'unico rimedio efficace per la sua patologia in quanto non può assumere medicinali a base di oppiacei per intolleranza. Le sue condizioni fisiche sono incompatibili con il regime carcerario. Il Ministro della Giustizia Orlando intervenga immediatamente".

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