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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Slitta al prossimo consiglio l'interrogazione sulla ex Burgo, i lavoratori: "Vogliamo risposte"

Il giorno dopo la bagarre con il presidente del consiglio, spiegano di essersi sentiti presi in giro per un presunto gesto fatto con la mano dallo stesso Aceto

Sarà discussa nella prossima seduta del consiglio comunale l’interrogazione sulla Burgo presentata da Alessandro Marzoli (Pd), la cui esclusione nella seduta di ieri (lunedì 26 settembre) ha scatenato una bagarre interminabile. Domani (mercoledì 28 settembre), la conferenza dei capigruppo fisserà la data del prossimo consiglio, prevedibilmente a metà della prossima settimana. 

Intanto i lavoratori della Burgo protagonisti ieri dell’animata discussione con Liberato Aceto vogliono far chiarezza su quanto accaduto. “Non abbiamo urlato senza motivo - spiega Pierpaolo Mantini, da sempre uno dei protagonisti della battaglia per il lavoro degli ex lavoratori della cartiera - ma il presidente Liberato Aceto ci ha fatto un gesto con la mano eloquente, sembrava volesse mandarci a quel paese”. 

“Dopo 9 anni - prosegue - sapendo che aspettiamo risposte, dovevano discutere l’interrogazione sulla Burgo e darci qualche spiegazione”. 

Nella discussione sotto i portici, quando i lavoratori hanno aspettato il presidente del consiglio comunale di fronte al palazzo della Provincia, Aceto ha spiegato loro di essersi impegnato per promulgare una legge regionale che prevedeva, per i terreni in cui sorgeva la cartiera, il vincolo a terreno industriale. “Ma ora - lamentano i lavoratori - c’è stata una variante e il vincolo non c’è più. Non ci danno mai risposte concrete - aggiunge Mantini - e questo non fa che aizzare gli animi”. 

La ex cartiera Burgo, nata come Celdit, ha aperto i battenti nel 1939, contribuendo a creare l’attuale quartiere del Villaggio Celdit e di Madonna delle Piane. Ha operato a pieno regime fino al 2008, quando ha chiuso i battenti lasciando a casa 300 dipendenti, a cui vanno aggiunti i lavoratori dell’indotto e delle cooperative a servizio della Burgo. Un esito che ha ridisegnato, di fatto, l’economia cittadina.

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