Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Consorzio Rifiuti, Casale Futuro: "Continuiamo a farci del male"

Il capogruppo Montanaro commenta le dichiarazioni del presidente del consorzio rifiuti del chietino Adamo Carulli

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

L’ex Sindaco di Roccamontepiano e oggi presidente del Consorzio rifiuti del chietino, Adamo Carulli, viene nuovamente a chiedere ai cittadini sacrifici parlando di raccolta differenziata dei rifiuti dopo che lui stesso da sindaco di Roccamontepiano è stato tra gli ultimi del consorzio ad attivare tale servizio.

Questo dopo essere stato per 10 anni fedele sostenitore dei vari CDA e quindi della linea sinora adottata nella gestione della voragine del debito crescente accumulato dal Consorzio e da CONSAC, oggi che è il presidente del Consorzio e siede in CDA con gli altri due consiglieri che “rappresentano” quasi il 50% del credito vantato dal Consorzio nei confronti dei Comuni morosi, si erge a risolutore dei problemi che anche e non solo alla sua presenza si sono stratificati.

Adesso pare che il problema sia la mancanza di volontà dei cittadini di separare il materiale in raccolta. Si ha questo coraggio dopo che la discarica consortile è stata chiusa nel 2008, ben 10 anni prima della valutazione fatta da costoro che ancora siedono nell’assemblea dei sindaci, e che è stata riempita anche da comuni fuori consorzio che addirittura non hanno ancora pagato.

Nessuna azione di recupero è stata fatta negli anni nei confronti dei comuni morosi nel nome di una sussidiarietà che invece ha minato e distrutto sin dall’inizio la possibilità di crescita di una azienda con numerosi dipendenti e tra l’altro in un settore dove tutti e ribadiamo tutti si arricchiscono. Già nella formulazione delle prime tariffe ci si è posti sul mercato con prezzi di conferimento talmente bassi da non poter garantire la manutenzione e il ricoprimento della discarica oltre che la normale attività. Si sono sperperati centinaia di migliaia di euro per commissionare lavori di progettazione per impianti non realizzabili e tuttora si è in forte ritardo con l’impiantistica tanto che tutto il rifiuto viene lavorato esternamente. Si è consumato tutto il ristorno del CONAI che sarebbe dovuto andare ai comuni e quindi ai cittadini che fanno diligentemente la differenziata secondo i vari regolamenti redatti ed in uso. Quindi la mancata adozione del compostaggio domestico nei vari comuni è ascrivibile solo ed esclusivamente ai sindaci ed ai componenti il CDA che non si sono attivati in tempo. Ma magari fosse questo il problema.

Sul consorzio e sulla Consac pesano ingiunzioni di pagamento e contenziosi per progetti mai realizzati gravate di spese legali per centinaia di migliaia di euro.

Stesso discorso di sperpero per centinaia di migliaia di euro ogni anno per la raccolta, trasporto e smaltimento del percolato della discarica che non essendo adeguatamente ricoperta, rende necessarie azioni che drenano ogni anno le casse del consorzio senza che si metta riparo alcuno.

A questo saranno da assommare i costi per la post chiusura della discarica, tra l’altro in grave e pericoloso ritardo per la messa in sicurezza, tanto che la stessa è stata menzionata tra le discariche sanzionate dalla UE.

Nessuna trasparenza sugli atti e sulle attività del consorzio, compresa la costruzione della piattaforma a Fara Filiorum Petri, con fondi pubblici, in grave ritardo ed ormai anacronistica e tra l’altro poco trasparente nei passaggi amministrativi.

A tutto questo è da aggiungere il debito crescente nei confronti delle banche aggravato dal crescente aumento esponenziale degli interessi che a breve saranno scaricati sui cittadini che anche avendo pagato la TARSU, vedono crescere il debito e quindi la possibilità di ritrovarsi a ripagare nuovamente quello che è stato sperperato.

Facciamo ancora una volta appello alla Regione Abruzzo ed all’Assessore competente affinchè si metta veramente fine a questo progressivo ed inesorabile sperpero di denaro pubblico, commissariando e togliendo dalle mani di costoro che si sono via via avvicendati al comando di questa nave in affondamento continuo e senza freni, nessuno escluso, chiudendo questo così come gli altri consorzi fallimentari di cui è disseminata la nostra regione e per i quali i cittadini dovranno sobbarcarsi ingenti costi.

È anche ora che questi comportamenti frutto di inerzia e complicità politica vengano sottoposti al vaglio degli organi competenti.

In alcuni comuni già sono state aumentate le tariffe a carico dei cittadini e presto sarà necessario farlo anche in tutti gli altri e proprio per questo daremo incarico all'associazione per la difesa dei diritti dei consumatori dei consumatori CODICI di verificare se si configura la possibilità di una class-action e altre iniziative per tutelare i cittadini dei 20 comuni consorziati perchè la misura è colma da troppo tempo e pare che nulla si muova e tutto procede nell'indifferenza e nella noncuranza più totale.

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