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Carenza di organico nei tribunali, gli assistenti giudiziari idonei chiedono di accelerare le assunzioni

Vincitori di un concorso bandito nel 2016, sono in attesa di una chiamata che tarda ad arrivare e si appellano ancora una volta alle forze politiche

Si uniscono alla denuncia del gruppo consiliare Progetto Lanciano sulla carenza di organico del tribunale di Lanciano i candidati vincitori di un concorso bandito nel 2016, ritenuti idonei a ricoprire il ruolo di assistenti giudiziari inseriti in graduatoria, ma senza alcuna certezza sul loro futuro. Per rivendicare i loro diritti, si sono riuniti in un gruppo, coordinato da Cinzia Rubino, che mira a "denunciare l'assillante carenza di personale amministrativo nel comparto giustizia e di fornire soluzioni attuabili". 

I componenti del gruppo, che da tempo subiscono questa situazione, chiedono di far conoscere "lo stato delle assunzioni e parimenti della mancanza di organico all'interno di molti? tribunali, di corti d'appello e procure. Una 'mancanza' che andrebbe sanata in tempi brevissimi senza attendere oltre". E, in particolare, lanciano un? appello ai gruppi parlamentari e alle forze politiche,? affinché si facciano promotori di un? emendamento, già redatto, "volto ad assumere - spiegano - in? soprannumero? gli? idonei? assistenti? giudiziari rimasti in graduatoria, nel tentativo di porre un freno all'emorragia che si avrà nei prossimi mesi per effetto delle cessazioni in tutto il dipartimento, laddove l'amministrazione non potrà provvedere ad assunzioni a esito dei concorsi banditi o da bandire prima del prossimo autunno”.

"Procede incredibilmente a rilento - denunciano i componenti del gruppo - il piano di assunzioni promosso dal guardasigilli? Alfonso Bonafede? e volto a mitigare con 8.000 nuovi ingressi, da implementarsi nel triennio a venire, la gravissima carenza di personale amministrativo (circa 9.000 ammanchi a oggi) che il comparto giustizia vive dopo anni di tagli lineari, blocco del turnover e dei concorsi".

"Lo scorrimento totale della nostra graduatoria, scaturita a seguito del concorso, il primo dopo venti anni, bandito nel 2016 dal ministero della Giustizia per 800 posti per il profilo di assistente giudiziario e costato ai contribuenti italiani ben 4 milioni e mezzo di euro, pur essendo stato integralmente finanziato, procede al rallentatore perché si sta seguendo il principio di assumere secondo il concetto della dotazione organica, ormai in verità superato dalla riforma Madia, che introduce il criterio del fabbisogno: sarebbe sufficiente procedere alle rimodulazioni delle piante organiche in base al fabbisogno degli uffici giudiziari e in coerenza con il Piano Triennale di Fabbisogno del Personale 2019-2021 aumentando così il numero di unità dei profili strategici, come appunto quello dell'assistente giudiziario, che può affiancare il giudice in udienza ed è qualificato alla gestione delle procedure informatizzate di nuova generazione, come il Processo Civile Telematico".

"Non risulta pur tuttavia che l'amministrazione stia operando in questo senso, anzi, stando alle ultime dichiarazioni del ministro Bonafede, rilasciate in audizione alle commissioni giustizia di Camera e Senato, invece, per il profilo di assistente giudiziario si andranno a coprire solo le cessazioni che ci saranno in futuro, nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali per le altre figure, a fronte di una vera e propria emorragia, anche per effetto di quota 100 e dei numerosi pensionamenti. Situazione che il Ministero della Giustizia ha ben presente già da un paio d'anni, da quando stilò la tabella di previsione dell’organico per ogni singolo distretto e le stime di pensionamento rilevando come, in assenza di nuove assunzioni, la scopertura avrebbe potuto compromettere del tutto il funzionamento degli uffici".

"In altri termini - denunciano - mentre il Paese combatte la sua battaglia per la ‘giustizia giusta’ e mentre si continua a morire per ‘mala giustizia’, gli idonei in graduatoria tardano a essere chiamati: riteniamo ormai improcrastinabile dover fornire alla Giustizia strumenti adeguati per essere in grado, da subito, di smaltire gli arretrati e affrontare le prossime riforme. Registriamo, inoltre, come la Legge di Bilancio 2020 appena approvata alla Camera vada a penalizzare inspiegabilmente le graduatorie approvate nell'ultimo triennio 2017, riducendone illegittimamente la validità al di sotto del triennio. La graduatoria in oggetto rischierebbe così di scadere anzitempo, il 30 settembre 2020, con il pericolo di lasciare paradossalmente fuori idonei non assunti, in spregio alla precedente proroga fissata al 31 marzo 2021 fissata dalla Legge di Bilancio 2019". 

Intanto un emendamento alla legge di conversione del "Milleproroghe" che consentirebbe l'assunzione degli idonei è stato dichiarato ammissibile e sarà discusso e votato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera dei deputati, riunite oggi. 

Le proposte emendative redatte dal GsgiagI (Gruppo Scorrimento Graduatoria Idonei Assistenti Giudiziari) hanno riscosso un discreto successo tra vari, ed importanti, gruppi parlamentari che, sposandone i contenuti, hanno provveduto a presentarle in sede di conversione del dl Milleproroghe.

La versione redatta e proposta dal Gruppo e? stata infatti dai gruppi parlamentari Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. L'emendamento e? stato anche presentato dal gruppo Liberi e Uguali in una versione modificata, ma ugualmente efficace, prevedendo un nuovo termine per la scadenza della graduatoria, al 30 novembre 2020, e disponendone l'esaurimento, anche con assunzioni in soprannumero, entro quella data.

Il destino degli idonei assistenti giudiziari, e degli uffici giudiziari, dipende quindi, in gran parte, da quello che avverra? nei prossimi giorni alla Camera dei deputati.

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