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Cronaca

I problemi della Cardiochirurgia teatina, la Cgil: "Altro che fiore all'occhiello"

Tre anni fa figurava tra le eccellenze nazionali. Oggi il personale è allo stremo e il numero degli interventi è crollato: sotto i 400 nell'ultimo anno. I problemi elencati dal segretario provinciale della Cgil Fp, Sergio Zinni

“Quello che era reputato un reparto di eccellenza, fino a pochi anni fa, oggi non è nemmeno in grado di garantire assistenza ai pazienti durante il turno di notte per assenza del medico di guardia”. La Cgil Fp Chieti continua a denunciare i problemi della Cardiochirurgia una settimana dopo l’appello, rimasto lettera morta, alla dirigenza Asl.

Mentre ci si accinge al trasferimento della Cardiochirurgia nella nuova palazzina, il sindacato fa sapere che negli ultimi tempi la drastica riduzione del numero di sedute operatorie ha portato a un crollo del numero di interventi: “Nemmeno 400 del 2014 – sottolinea il segretario provinciale Sergio Zinni-  e 400 interventi l’anno è il requisito minimo indispensabile per essere accreditati e giustificare gli elevati costi di questa disciplina. Tutto ciò comporta che la lista d'attesa diventi obsoleta, non in grado assolutamente di assicurare un adeguato smaltimento dei pazienti in lista, mentre la degenza media preoperatoria di circa 19 giorni assorbe tutti i costi del DRG/ROD (Raggruppamenti Omogenei di Diagnosi) ancor prima di fare l'intervento”.

Ma i problemi riguardano anche il personale. “Incomprensibilmente – scrive ancora Zinni - il primario consente di operare solo a due cardiochirurghi con il risultato di provocare stress e sovraccarichi di lavoro in questi ultimi e di non permettere la crescita professionale degli altri: negli ultimi 7-8 anni sono transitati presso l'Unità Operativa di Cardiochirurgia almeno 10 dirigenti medici. Tutti, indistintamente, hanno ritenuto opportuno dimettersi e trovare altre collocazioni perché a Chieti non venivano messi in condizione di operare”. Forse è per questo, sostiene la Cgil, che l’avviso di mobilità pubblicato a settembre scorso, aperto a tutti i cardiochirurghi dipendenti delle Asl di tutta Italia, è andato completamente deserto?

A detta del sindacato la Cardiochirurgia teatina, fino a pochi anni fa era considerata un fiore all’occhiello della città, oggi ha il deserto intorno.

Zinni si rivolge a Zavattaro. “Vuole affrontare la situazione per porre rimedio alla decadenza a cui assistiamo oppure se ne resta inerte perché ha deciso di chiudere cardiochirurgia a Chieti?.
Sappiamo – chiude - che non è nuovo a questo tipo di assenteismo infatti, nonostante abbia ricevuto un bel papiro dal MEF con numerosi rilievi sulla gestione amministrativa, continua a fare a meno del Direttore Amministrativo che non ha ancora provveduto a nominare. Perché?”.

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