Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Il cardinale Menichelli torna nella sua vecchia diocesi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Celebrazioni solenni, domenica scorsa, presso la concattedrale della diocesi. Giunge il Cardinale Menichelli e Vasto si riveste a festa. Prima in Comune poi per le vie del centro, per raggiungere la Chiesa ed entrare nel lungo corridoio del popolo in festa e guadagnare l’altare. Non manca nessuno, nemmeno la tv con l’infaticabile Nicola a seguire ogni passaggio. La bellezza di una Chiesa si esprime nella semplicità e nelle parole di don Gianfranco e nel formale impegno di don Giovanni. Tutto ordinato ed organizzato per gioire della figura familiare di Mons. Menichelli. Sull’ambone emerge potente il suo richiamo.

Una giornata particolare che una comunità devota vuole vivere intensamente e di cui vuole raccogliere ogni messaggio utile: festeggiare la Madonna per un’esperienza di preghiera per unirsi alle motivazioni della giornata del malato. Il problema della malattia scompare di fronte a quello esistenziale della vita - ricorda Menichelli - una vita fragile e debole comunque. Ci sono le stagioni in cui si corre, quelle in cui si va piano e quelle in cui si sta fermi. In ogni caso sempre e tutti un po’ handicappati di testa oggi, ma sempre portatori di un grande dono che è proprio la vita. Una domenica straordinaria davvero per il grande e profondo messaggio che il Cardinale riesce a comunicare con poche parole ed in modo semplice e diretto. Dignità prima di tutto e solidarietà più ampia, ma due domande sorgono spontanee. Quanto vale la vita? Per certa cultura vale se è bella, televisiva, produttiva, se non crea problemi, se è piacevole ed usabile. Per noi, popolo della Chiesa, questo ragionamento non va. La vita è inestimabile. Ognuno di noi c’è, esiste e vale tanto, tantissimo. Se vale tanto quale atteggiamento dobbiamo avere allora? Prima di tutto non dobbiamo offenderla, ma custodirla e renderla degna di essere vissuta. C’è chi dice che: “la vita è mia e ci faccio quello che mi pare”. Questo è un peccato. Il più grave peccato. Dio ci dona questa vita, che non passa attraverso una provetta, ma quale dono restituibile con impegno e responsabilità. E allora quando vale la vita? Vale sempre, perché è sacra. Vale anche di fronte alla morte. Vale soprattutto contro la cultura della Morte. Una legge che autorizza alla morte è solo un’esondazione del potere umano che vuole appropriarsi di cose che non gli appartengono. E allora si facciano riflessioni più serie in questa società, in questo mondo politico. Una preghiera per chiedere al Signore una giusta e responsabile riflessione; il tempo è sempre quello giusto per individuare la via della salvezza.

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