Cronaca

Violenze fisiche e psicologiche in famiglia: due uomini allontanati da casa, hanno il divieto di avvicinamento alle ex

Si tratta di un 44enne e di un 48enne, entrambi di Atessa: il primo ha iniziato a perseguitare l'ex moglie, fino ad arrivare a pugni in faccia, mentre l'altro da anni aveva reso un inferno la vita della compagna, picchiandola anche davanti ai figli piccoli

Ancora violenza sulle donne nell'ambito familiare, con le vittime che trovano la forza di rivolgersi ai carabinieri per porre fine all'incubo. Così, due uomini residenti ad Atessa, un 44enne e un 48enne, sono stati allontanati dalla casa familiare e non potranno avvicinarsi alla ex compagna, né ai luoghi da lei frequentati. 

Sono queste le misure cautelari adottate dal tribunale di Lanciano ed eseguite dai carabinieri delle stazioni di Atessa e Borrello nei confronti dei due, ritenuti responsabili rispettivamente di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

Nel primo caso, l’indagine condotta dai carabinieri di Atessa è partita dopo la denuncia presentata dalla vittima. Dopo la separazione dal marito, continuava a subire le minacce e le ingiurie da parte dell'ex coniuge, che non accettava la fine della relazione. L'ultimo episodio, il più grave, l'ha spinta a rivolgersi ai carabinieri: l'uomo l'ha colpita con un pugno al volto.

Nel secondo caso, le violenze sono emerse in seguito alla richiesta di intervento al 112 da parte della madre della vittima. Quest’ultima era stata minacciata di morte e aggredita con calci e pugni dal marito ubriaco: una violenza che le aveva causato l’infrazione di due costole e un trauma cranico. La pattuglia della stazione carabinieri di Borrello, impegnata sull’area industriale di Atessa nell’ambito di un piano di rafforzamento per la prevenzione di reati contro il patrimonio, è intervenuta sul posto.

L’indagine svolta dai militari ha poi fatto emergere che quanto successo non era un episodio isolato, ma nascondeva una situazione più complessa che durava da circa cinque anni. Un periodo nel quale numerosi erano stati gli episodi di violenza domestica a cui la donna era sottoposta, vessata quotidinamente da comportamenti denigratori, violenze fisiche e morali spesso consumate alla presenza dei figli minori. Una situazione che lei aveva tenuto nascosta, nella speranza di un cambiamento del marito mai avvenuto.

In entrambi i casi i carabinieri intervenuti hanno immediatamente attivato la procedura prevista dalla legge n.69 del 2019 nota come “codice rosso”, che ha permesso all’autorità giudiziaria di emettere tempestivamente i provvedimenti a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. 

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