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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Caos mense: i moduli riportano le nuove tariffe, ma gli uffici dicono di pagare con le vecchie

L'iscrizione scade il 26 agosto, ma la delibera che avrebbe dovuto fissare i nuovi costi non è ancora pronta. Così molte famiglie rinunciano al tempo pieno, altre ancora non sanno quanto pagheranno

Non c’è pace, a Chieti, per la questione mense, polemica accesissima negli ultimi giorni dell’anno scolastico terminato a giugno, che continua a trascinarsi anche durante le vacanze estive. Fra poche settimane, il 26 agosto, infatti, scade il termine ultimo per iscrivere i bimbi al servizio mensa. Ma, al momento, non c’è ancora alcuna chiarezza sulle tariffe, con una discrepanza evidente fra ciò che è riportato sui moduli di iscrizione e ciò che, invece, viene riferito negli uffici ai genitori. A denunciarla i consiglieri di minoranza Luigi Febo (Chieti per Chieti) e Chiara Zappalorto (Pd) in una conferenza stampa.

Ma andiamo con ordine. Sul finire dell’anno scolastico 2015/2016, la giunta approva rincari per la tariffa di refezione scolastica, per il trasporto e per gli asili nido. Scoppia il putiferio, le minoranze insorgono, i genitori pure, tanto che alcuni indicono lo “sciopero del panino”, facendo portare ai loro figli un pasto freddo preparato a casa - pratica vietatissima per motivi igienici - pur di non pagare un servizio che ritengono maggiorato in maniera esagerata. Si riuniscono commissioni composte da presidi, rappresentanti del Comune e dei genitori, che stabiliscono di rimodulare le tariffe. Tanto che, in consiglio comunale, viene bocciata la mozione del Movimento 5 stelle che chiedeva di annullare la delibera che stabiliva i rincari. 

Veniamo ad oggi, con i genitori che, prima di Ferragosto, vogliono archiviare l’atto burocratico di iscrizione e altri che, alla luce dei rincari, hanno rinunciato al tempo pieno o al nido. Il modulo scaricabile dal sito del Comune riporta le tariffe fissata dalla delibera di giunta che ha stabilito i rincari, ossia 4,37 euro a pasto per i bambini non residenti o che vivono in famiglie con l’Isee superiore a 25mila euro. “Fino a ieri (giovedì 11 agosto) - dice Febo - ai genitori veniva detto di pagare come l’anno scorso. Oggi, però, gli uffici dicono di attendere, perché la giunta dovrà rimodulare le tariffe, e di pagare quindi dopo il 26 agosto. A Teateservizi, invece, fanno pagare con quelle nuove. E questo - polemizza - è di una irresponsabilità unica, visto che le famiglie hanno fatto delle scelte proprio in base alle nuove tariffe. La nuova delibera sarebbe dovuta essere pronta subito, invece siamo quasi a Ferragosto e non si sa ancora niente”. Ad aggiungersi alla confusione, il fatto che la delegazione comunale dello Scalo è chiusa per ferie, quindi tutti i genitori devono recarsi negli uffici della città alta. 

“Non vorrei - aggiunge Febo - che questo problema si andasse a scaricare sugli impiegati comunali allo sportello, visto che la colpa è dell’amministrazione che non premia, ma piuttosto penalizza chi sceglie di avere figli o chi, pur non essendo residente a Chieti, vuole portarli qui a scuola”. 

Ai dubbi dei genitori si somma un’altra questione: se poi, a tariffe riabbassate, coloro che non hanno optato per il tempo pieno per motivi economici decidessero di tornare a questa soluzione, potrebbero farlo? Al momento non ci sono certezze, se non che, nelle ultime settimane, più di una volta sindaco e assessore hanno rassicurato su una modifica della delibera già approvata.

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