Cronaca

Il canile non chiude: il sindaco rassicura le associazioni animaliste

Ieri l'incontro in comune: entro giugno sarà modificata la variante urbanistica di destinazione d'uso, poi pulizia e derattizzazione. Affidare i cani ad altre strutture costerebbe quattro volte di più

Il canile non chiuderà. Ieri mattina i responsabili di Asada, la onlus che gestisce il canile rifugio Achille Bonincontro, hanno incontrato il sindaco Umberto di Primio e l’assessore alle politiche e alla tutela del mondo animale, Antonio Viola. Con loro anche le associazioni animaliste abruzzesi che da tempo si sono schierate in difesa del rifugio teatino.

“Il sindaco – racconta Margara Romano di Asada – ci ha rassicurati sul fatto che provvederà a portare all’attenzione del consiglio comunale una modifica alla variante urbanistica di destinazione d’uso dell’area del canile”. Entro il mese di giugno, dunque, il consiglio dovrà decidere per rendere la struttura conforme ai requisiti previsti dalla legge. Una volta approvata la “variante”, l’amministrazione provvederà alla derattizzazione e alla pulizia richiesta da Asada. 

Scongiurato, quindi, il rischio di chiudere il canile di Chieti e affidare i 300 animali che ospita attualmente ad altre strutture abruzzesi. "Un’eventualità che costerebbe al comune quattro volte in più di quanto spende ora per mantenere i cani”, spiega ancora Romano. Non solo una risorsa in più per i cani randagi della città, ma anche una tutela economica per i cittadini, dato che i soldi spesi sono fondi pubblici.

Gli animali ospitati nel canile rifugio gestito da Asada provengono tutti dal canile sanitario comunale. “Vengono sterilizzati o castrati, dotati di microchip e solo allora entrano da noi”, continua Margara Romano. Se ci sono le caratteristiche per la reimmissione sul territorio, i cani vengono lasciati liberi, ma monitorati costantemente. In alternativa restano in canile in attesa di qualcuno che voglia adottarli. 

In questo caso l’attenzione dei collaboratori di Asada è ancora più accurata. Ogni potenziale padrone viene controllato con cura: se è adatto a tenere un cane in casa, se può garantirgli cibo, gioco, passeggiate e igiene. In qualche caso i volontari dell'associazione vedono anche le abitazioni, per verificare se si tratta di luoghi idonei ad ospitare un amico a quattro zampe. 

Chi volesse adottare un cane può andare ogni giorno al canile rifugio in località Vallepara. Entro i primi sei mesi di vita del cucciolo la struttura provvede gratuitamente alla sterilizzazione dell’animale, “per arginare il problema del randagismo: siamo sempre oberati di cuccioli che i privati vengono a lasciarci davanti al portone”, spiega Margara Romano. “Se il cane viene sterilizzato prima del primo calore – continua – non rischia problemi a livello ormonale. Gli animali non possono pensare a loro stessi, dobbiamo pensarci noi”. È per questo che solo chi è davvero disposto a dedicarsi alle necessità del suo animale dovrebbe adottarne uno.

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