La Casina dei Tigli cambia gestione e riapre ad aprile

Dopo 9 anni la famiglia Aceto affida il locale, di proprietà comunale, ad altri ristoratori che lo rileveranno per 3 anni e mezzo

La Casina dei Tigli, storico struttura nel cuore della villa comunale, gestita da quasi 9 anni dalla famiglia Aceto, si rifà il look e cambia gestione. Una notizia che ha gettato nel panico l’intera città, visto che da pochi giorni sulla porta d’ingresso del locale un cartello annuncia la chiusura per rinnovo locali a partire da oggi (lunedì 15 febbraio). 

Nessuna chiusura definitiva, però, come paventato da molti. La gestione della Casina - di proprietà comunale, concessa alla famiglia Aceto nel 2007 per una gestione di 12 anni (e un canone mensile da 24mila euro - passa semplicemente di mano. Secondo alcuni rumors, saranno i titolari del ristorante Casa D’Angelo, a Fara Filiorum Petri, a riaprire i battenti di un locale di cui ancora tantissimi ricordano il glorioso passato negli anni Sessanta e Settanta. 

Per ora l’unica certezza, confermata dagli stessi Aceto sulla pagina ufficiale del locale, è che il ristorante riaprirà ad aprile. “La gestione - dicono - sarà affidata a nuovi professionisti, competenti e sicuramente all’altezza dell’incarico, che ben sapranno preservare quello che è la Casina dei Tigli per la città di Chieti e quanto creato dalla nostra famiglia dal 2007 ad oggi”. Nessun danno irreversibile per il centro storico teatino, dunque, almeno per il momento. 

Eppure Bruno Di Paolo, capogruppo di Giustizia Sociale in consiglio comunale, lancia l’allarme e chiede la convocazione di un tavolo di crisi sul piccolo commercio, aperto a tutti i partiti rappresentati a palazzo d’Achille. “Quattro nuove grandi distribuzioni in arrivo in città, tra il Colle e lo Scalo - commenta - ma intanto le piccole attività commerciali continuano a chiudere tra l’indifferenza del Comune e dell’assessorato al commercio. Quanto sta accadendo è davvero preoccupante. Va bene la crisi economica ma è impossibile- tuona Di Paolo- che un’amministrazione comunale resti silente e senza iniziative rispetto alla situazione comatosa attraversata dal commercio al dettaglio, specie in centro storico”.

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