Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Calcinacci dal soffitto e scuola allagata al "De Giorgio": protestano gli studenti

Scuole poco sicure a Lanciano per il Blocco Studentesco che ha affisso uno striscione nei pressi dell'istituto danneggiato dal maltempo

"Pupillo: basta sopralluoghi sterili, servono soluzioni concrete!". Lo scrive il Blocco Studentesco sullo striscione affisso, la notte scorsa, nei pressi dell'Istituto "De Giorgio" di Lanciano dopo i danni provocati dalla forte ondata di maltempo nella struttura.

Calcinacci dal soffitto e scuola allagata questa settimana all'istituto "De Giorgio", dove nei giorni precedenti era crollato il tetto a causa delle massicce infiltrazioni. In seguito alle piogge torrenziali l'edificio si è nuovamente allagato.

"La triste storia che si ripete - commenta il responsabile del Blocco Studentesco di Lanciano, Domenico De Lucia - Abbiamo avuto nuovamente la riconferma di come le strutture dove i ragazzi vanno scuola siano fatiscenti, insicure e inadeguate. Diversi ragazzi ci hanno segnalato la situazione in mattinata inviandoci delle foto. Non è la prima volta che noi del Blocco Studentesco denunciamo, tra tutte, la palese mal progettazione della nuova struttura che ospita il "De Giorgio", poiché la scuola si era già allagata in passato". e

In una riunione organizzata con gli organi tecnici della Provincia di Chieti, una delegazione del Blocco Studentesco espresse fortemente le proprie preoccupazioni sullo stato degli edifici. "Ogni anno questi fantomatici fondi vengono preventivati, approvati in bilancio, ma poi i soldi non si vedono e le scuole crollano a pezzi. È inutile fare altri sopralluoghi. La Provincia ha già tutti i dati alla mano, da anni, per valutare la gravità della situazione e quanto occorre per sanarla, quindi riteniamo ridicolo far credere ancora di non sapere come stiano i fatti. Servono soluzioni - conclude De Lucia – come unico movimento a difesa degli studenti pretendiamo che il Presidente della Provincia Mario Pupillo si adoperi alacremente per la messa in sicurezza dell'edificio richiedendo gli adeguati fondi alla Regione, se non direttamente allo Stato".

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