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Calano i lettori nella città senza biblioteche, ma in provincia sono 13 gli editori

Secondo i dati dell'Istat 2 abruzzesi su 3, nel 2014, non hanno mai aperto un volume. Colpa del calo fisiologico dei lettori, ma anche della scarsità di librerie e della totale assenza di biblioteche. Mentre ancora si aspetta l'iter di riapertura di quella comunale

Gli abruzzesi, e i teatini, leggono sempre meno. È un panorama scoraggiante quello che emerge dal rapporto Istat sulla lettura in Italia. Nell’anno appena terminato, solo il 34 per cento degli abruzzesi ha aperto e letto fino alla fine un volume. Con il risultato che due abruzzesi su tre, nel 2014, non hanno letto libri.

L’analisi dell’istituto di statistiche prende in considerazione la popolazione da 6 anni in più, ossia 796mila abruzzesi. Meno della metà, 432mila, l’anno passato hanno letto almeno un libro, facendo scivolare l’Abruzzo al di sotto della media nazionale, che è di 41,4 %.

Fra i lettori abruzzesi ce n’è una minoranza di virtuosi, che hanno letto almeno dodici libri: il 3,2 %. Il 17,2% ha letto da uno a tre libri, l’8,5% da quattro a sei, il 5,1% da 7 a 11.

Di fronte al calo dei lettori, però, l’Istat ha riscontrato nel 2013 un aumento della vendita di e-book o libri in digitale. L’anno scorso lo ha fatto circa 100mila persone, il 7,9 % della popolazione. Il 3,9% ha ordinato o comprato libri o e-book dal web. E fra chi predilige fare compere su Internet, il 24,2% ha acquistato libri o e-book.

Ma se il calo fisiologico di lettori è costante in tutto lo Stivale, il capoluogo teatino non spicca certo per amanti di saggi e romanzi. Le librerie, sul Colle e allo Scalo, si contano sulle dita di una sola mano. Senza contare il fatto che, da anni, in città non esiste una biblioteca. E chi non può spendere troppi soldi per nutrire l’amore per la lettura, spesso è costretto a rinunciare o a rivolgersi a strutture pubbliche della città vicine.

La biblioteca provinciale De Meis è crollata a giugno 2005 e, nonostante l’iter per il trasferimento nella ex caserma Bucciante sia stato avviato, i teatini sono ancora orfani di una biblioteca degna di questo nome. Ancora peggio è andata a quella comunale dello Scalo, per anni ospitata in una piccola stanza al primo piano del mercato coperto, in via Ortona, dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione della palazzina di piazza Carafa.

In quella saletta, troppo piccola e sguarnita per essere definita biblioteca, non c’erano volumi sufficienti a soddisfare le necessità di lettori grandi e piccoli. E il patrimonio librario di piazza Carafa, conservato in maniera poco idonea, è finito nelle fauci dei roditori. Al momento anche nella città bassa si aspetta l’inizio di un iter che dovrebbe riportarvi una biblioteca comunale in grado di soddisfare le necessità dei fruitori.

Non va poi così male a chi volesse intraprendere la carriera di scrittore. Nel 2013, in Abruzzo, c’erano 29 editori attivi, la maggior parte nel chietino: 13. Nove si trovavano nell’aquilano, 5 nel teramano e 2 in provincia di Pescara. A questi se ne aggiungono 5, che durante l’anno non hanno prodotto pubblicazioni. 

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