menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Bussi, non è finita: la sentenza approda in Cassazione

La sentenza di Bussi il 18 marzo approda in Cassazione dopo il ricorso dei pm Mantini e Bellelli. Il processo in Corte d’Assise a Chieti si era concluso con l’assoluzione per tutti i 19 imputati

È stata fissata al 18 marzo prossimo davanti alla prima sezione della Corte di Cassazione l’udienza sul processo di Bussi, in seguito al ricorso presentato dai pubblici ministeri Maria Rita Mantini e Giuseppe Bellelli.

Ne dà notizia il Wwf Abruzzo. Il processo, celebrato in Corte d’Assise a Chieti, si era concluso la sera del 19 dicembre 2014 con l’assoluzione per tutti i 19 imputati dal reato di avvelenamento delle falde acquifere e con la dichiarazione di intervenuta prescrizione per quello di disastro ambientale, accertato dalla sentenza ma derubricato da doloso, cioè volontario, a colposo.

Proprio la scelta sulla seconda imputazione, alla base della prescrizione, è stata attaccata dai pubblici ministeri che nel loro ricorso hanno chiesto l’annullamento della sentenza, in sostanza per difetto di motivazione sulla derubricazione.

“Il processo di Bussi perviene al momento decisivo - è il commento dell’avvocato Tommaso Navarra, che tutela il Wwf Italia, parte civile nel procedimento - Dinanzi alla Suprema Corte si porrà il problema di verificare la correttezza o meno dalla derubricazione con conseguente prescrizione del reato principale contestato. Come parte civile abbiamo sostenuto con convinzione le tesi della pubblica accusa e non possiamo in questa sede che confermarlo”.

Secondo il delegato Abruzzo del Wwf Italia Luciano Di Tizio “Se il ricorso verrà accolto la Cassazione potrà decidere per un rinvio degli atti all’Assise di Chieti che, in diversa composizione, dovrà nuovamente esaminare le carte ed emettere una nuova sentenza. Se invece la Suprema Corte dovesse respingere il ricorso nel merito, ritenendolo non fondato, o giudicandolo in punta di diritto inammissibile, sul processo penale calerà definitivamente il sipario. Ma non purtroppo sulla discarica né sui veleni”.

Sugli esiti di quel processo sono stati anche aperti una pratica presso il Consiglio Superiore della Magistratura e un procedimento da parte del Tribunale di Campobasso dopo le rivelazioni pubblicate da Il Fatto Quotidiano nel maggio 2015 per una presunta mancanza di serenità denunciata al giornale da due delle giurate popolari.

 
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Scende l'Rt e Marsilio è fiducioso: "L'Abruzzo non sarà tutto rosso"

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento