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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Progetto In.Te., Vitale: "Prezzi equi o l'area sia terreno agricolo"

Il capogruppo Fi-Pdl, dopo la lettera del sindaco alla Burgo, presenta un ordine del giorno con ultimatum: se entro 60 giorni l'azienda non abbasserà il costo del terreno, sarà modificata la destinazione urbanistica, previo parere del Consorzio industriale

Un ordine del giorno provocatorio, ma che, nella peggiore delle ipotesi, prevede un “piano b”, per destinare a nuovo uso i terreni in cui sorgeva la ex cartiera Burgo, dove dovrebbe essere realizzato il progetto In.Te. Lo ha presentato il capogruppo Forza Italia-Pdl in consiglio comunale, Emiliano Vitale, per chiedere di accelerare i tempi e dare finalmente nuova occupazione ad alcuni ex dipendenti.

Dopo la lettera che pochi giorni fa il sindaco Umberto Di Primio aveva inviato all’azienda, Vitale chiede di attendere massimo 60 giorni dalla data di approvazione dell’ordine del giorno e, qualora il gruppo Burgo non voglia cedere “a prezzi equi” i terreni di via Piaggio, di avviare “la procedura di cambio di destinazione urbanistica dell’area ex cartiera, previo parere del Consorzio industriale, trasformandola in terreno agricolo”. L’obiettivo di una richiesta così provocatorio è quello di “incentivare il raggiungimento di un accordo tra le parti”, specie considerando che il Consorzio industriale risulta praticamente assente.

Il consigliere invita la Burgo a “dare un contributo indiretto affinché si possa avere la speranza di creare nuova occupazione concedendo il proprio sito a un prezzo che possa rendere competitivi gli investimenti di chi realizzerà il progetto In.Te”.

“Capisco – dice - che si tratta di un interesse economico volto all’ottimizzazione del terreno, ma credo che, oltre al fatto che la Burgo abbia dato molto in termini occupazionali e di prestigio alla città, è anche vero che la decisione della sua chiusura e della conseguente demolizione abbia inferto, come tutti sanno, un altro colpo all’occupazione ed all’economia della città”.

“Vorrà dire – prosegue - che se non si realizzerà il progetto In.Te. potremmo sempre destinare quei terreni all’insediamento di orti urbani finalizzati all’arte del coltivare, nel rispetto della memoria storica dei luoghi e delle regole ‘etiche’ stabilite da Italia Nostra in accordo con l’Anci (Associazione dei comuni di Italia). E spero che, a quel punto, la Burgo deciderà di concederli al Comune di Chieti a titolo gratuito”.

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