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Buona Scuola: proteste del Blocco Studentesco contro la riforma

Manifestazioni, blitz e sit-in anche a Chieti e a Lanciano in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico: "Intanto il 45% delle scuole non rispetta le norme sull'edilizia e da anni mancano i fondi per sviluppare l'offerta formativa"

 Al grido di ‘Questa Buona Scuola è una pagliacciata’ il Blocco Studentesco ha organizzato manifestazioni, blitz e sit-in in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico. Striscioni di protesta sono apparsi a Chieti, Lanciano, Pescara. "In un paese in cui il 45% delle scuole in cui oggi iniziano le lezioni non rispetta le norme sull'edilizia, in cui da anni mancano i fondi per sviluppare l'offerta formativa, in cui la percentuale di abbandono scolastico ha toccato il 20% superando la media europea - spiega in una nota il Blocco Studentesco - non possiamo tollerare che la riforma della scuola venga fatta passare come il fiore all'occhiello del governo Renzi".

Anche Alessio Capone, responsabile regionale Abruzzo e Molise del Blocco Studentesco, esprime il proprio dissenso contro "una riforma assolutamente dannosa per un servizio essenziale per lo Stato quale la scuola pubblica, che rischia di essere privata dei mezzi necessari, a causa degli ulteriori pesanti tagli del bilancio. La nuova figura del preside manager – sostiene – e l’ingresso dei privati introducono nella scuola una mentalità di tipo aziendale che le è per natura estranea, e marginalizzano il ruolo degli studenti, che pure dell’istituzione scolastica sono parte integrante. Ed ancora, il finanziamento da parte dello stato di istituti privati risulta inconcepibile nel momento in cui si privano gli istituti pubblici delle risorse necessarie per garantire un adeguato svolgimento della didattica”.

Quella di oggi – conclude il responsabile del Blocco – vuole essere solo la prima di una serie di azioni a difesa dell’Istruzione Pubblica, che necessita di essere salvaguardata e valorizzata, perché diventi cardine del riscatto della nostra Nazione, e non lasciata scivolare nel degrado per favorire gli interessi di privati”.

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