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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva: da Chieti arriva la nuova terapia

Si tratta di una malattia respiratoria principalmente causata dal fumo di sigaretta che colpisce circa 52.000 persone in Abruzzo. Da oggi è disponibile una nuova terapia che risponde ai bisogni insoddisfatti dei pazienti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Tosse, espettorato e mancanza di respiro. Sono questi i primi campanelli d’allarme che nei soggetti a rischio - ed in particolare nei fumatori - devono far insorgere il sospetto di BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva), una patologia respiratoria che spesso viene diagnosticata solo quando è ormai in stadio avanzato. In Abruzzo la BPCO si stima colpisca circa 52.000 persone, molte delle quali ancora non diagnosticate.

“Sono più di 1.500 i pazienti che ogni anno afferiscono alla Pneumologia di Chieti, molti dei quali ormai ad uno stadio avanzato. – dichiara il Dottor Fernando De Benedetto, Direttore dell’UOC di Pneumologia - P.O. Clinicizzato “SS.Annunziata” - ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti – I sintomi principali con cui si manifesta la BPCO sono tosse, espettorazione cronica, dispnea e ridotta tolleranza allo sforzo abituale. Nei soggetti fumatori questi campanelli d’allarme non devono essere sottovalutati, ma devono piuttosto indurre a verificare la presenza della patologia con una semplice indagine di primo livello, la spirometria, che consente di confermare la diagnosi clinica di sospetta BPCO e di trattarla in una fase precoce”.

Per questo motivo, il documento 2012 delle società pneumologiche sulla gestione della Bpco prevede l’inclusione della spirometria nella visita al paziente e l’impiego di farmaci appropriati, specificatamente i broncodilatatori, sin dalle fasi iniziali.

La nuova soluzione terapeutica per la BPCO si chiama glicopirronio bromuro (SEEBRI®), nuova generazione di antimuscarinico a lunga durata d’azione, che con una sola somministrazione quotidiana agisce già entro 5 minuti dall’inalazione ed è capace di indurre una broncodilatazione di almeno 24 ore, riducendo le riacutizzazioni della patologia e garantendo un rapido sollievo dai sintomi al risveglio mattutino, nella fase più critica per il paziente.

“La rapidità di insorgenza dell’effetto broncodilatatore del glicopirronio bromuro è maggiore rispetto ad altri broncodilatatori, consentendo così un più rapido sollievo dai sintomi soprattutto al mattino, quando questi ultimi sono più fastidiosi per il paziente. – continua il Dottor Fernando De Benedetto – Il suo nuovo inalatore non richiede inoltre manovre complesse, sinergismo fra erogazione e inspirazione e importanti sforzi inspiratori, facilitando così la corretta assunzione della terapia”.

Il glicopirronio bromuro viene infatti erogato con Breezhaler®, il nuovo dispositivo che consente un controllo visivo ( si può controllare ogni volta se la polvere con il farmaco è stata effettivamente inspirata tramite l’inalazione) acustico ( praticando una corretta inalazione la capsula con il farmaco si sente vibrare),  gustativo (la polvere miscelata al farmaco contiene uno zucchero che se correttamente aspirato si deposita in bocca e se ne sente il gusto). Il nuovo dispositivo viene inoltre attivato dall’inspirazione di chi lo usa e non richiede, di conseguenza, coordinazione fra l’erogazione e l’inspirazione, una manovra spesso errata con altri inalatori più tradizionali.

Glicopirronio bromuro è disponibile in farmacia per il trattamento dei pazienti affetti da BPCO ed è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale (Classe A).

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