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Braccialetti blu: le storie dalla Diabetologia commuovono e insegnano che il paziente non è un numero

Il progetto dell'ospedale clinicizzato per condividere storie, riflessioni e persino ricette di dolci, così il paziente torna ad essere al centro dell'attenzione

Una esperienza di grande bellezza e arricchimento umano, quella vissuta martedì pomeriggio con i "Braccialetti Blu" all'ambulatorio di Diabetologia ospedaliera della clinica medica di Chieti. Si tratta di un progetto che vede al lavoro una equipe di medici e una professionista, Alessia Quirino, che ha ideato il progetto costruito grazie al supporto della medicina narrativa e condiviso dal mondo scientifico nazionale.

Una sorta di cartella “parallela” a quella clinica e uno spazio libero nel quale il paziente e chi lo cura possono narrare la loro esperienza col diabete, registrare informazioni, stati d’animo e pensieri per costruire insieme una “buona storia” della malattia. Complici gli incontri dal vivo a un gruppo WhatsApp per aiutarsi, scambiarsi informazioni, suggerimenti ad esempio sull’alimentazione, comprese le ricette per i dolci.

IL PROGETTO BRACCIALETTI BLU

"Bellissimo é l'aggettivo con cui spontaneamente mi sento di apostrofare tale iniziativa - ha riferito il sindaco Umberto Di Primio - perché il paziente torna ad essere al centro dell'attenzione affrancato dal suo essere solo un numero e 'umana' è la sensazione vissuta con l'assessore Emilia De Matteo, ascoltando le tante esperienze dei pazienti, tanti giovanissimi, che affollavano la sala del nostro Clinicizzato, amati da una saggezza professionalizzante che si prende cura di loro h24. Una terapia medica che fa bene al cuore - prosegue il sindaco - che crea legami e ha la forza di combattere una malattia come il diabete troppo spesso silente e dagli effetti devastanti. La Sanità che ci piace, la Sanità che è eccellenza per il Paese, la Chieti che amo".
 

braccialetti blu asl diabete-2

Il Comune, attraverso l'assessorato alle Politiche Sociali e quello alla Pubblica Istruzione, ha anche dato l'ok all'istituzione di un ciclo di incontri con le scuole cittadine affinché i più piccoli possano comprendere, anche dalle vive testimonianze dei diretti interessati, spesso loro coetanei, l'importanza della corretta alimentazione prevenendo una malattia tra le più dilaganti del mondo industrializzato. "Se la parola diventa terapia e farmaco per la nostra esistenza - conclude Di Primio - la persona e non più la malattia é al centro dei nostri occhi e in quelli degli operatori della sanità".

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