Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Fossacesia

Dopo 20 anni di botte e maltrattamenti, trova la forza di denunciare il marito che finisce dritto in carcere

L'uomo non si è fermato neppure davanti ai carabinieri: deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, aggravati dall'abuso di alcol

Per più di 20 anni ha subito le violenze fisiche e psicologiche del marito, con cui si era separata pur restando a vivere nella stessa casa, dove risiedono anche le anziani madri dei due. Anni di grida, botte, ferite che l'hanno costretta anche a ricorrere alle cure del pronto soccorso. 

Finché, pochi giorni fa, una donna si è fatta coraggio, sporgendo denuncia dai carabinieri. E per il marito, un 63enne, si sono aperte le porte del carcere. Sebbene l'uomo fosse incensurato, il gip del tribunale di Lanciano, su richiesta della procura, ha disposto la misura cautelare più grave, ritenendo particolarmente grave il quadro accusatorio emerso dalle indagini.

Ora l'uomo, arrestato dai carabinieri di Fossacesia, è stato portato nel carcere di Vasto. Deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, aggravati dall'abuso di alcol. 

Solo tre giorni fa, l'ultimo episodio di una serie infinita. Nell'abitazione dei due coniugi sono arrivati i carabinieri dopo l'ennesima aggressione fisica ai danni della donna, che ha reso necessarie le cure dei medici del pronto soccorso di Lanciano. A quel punto, lei si è aperta con i militari, ricostruito 20 anni di inferno. 

Secondo il racconto della signora l'ex marito, con il quale nonostante la separazione legale condivide ancora la stessa casa, per futili e a volte inesistenti questioni di coppia, perde il controllo di sé, anche a causa del quotidiano abuso di alcolici, diventando particolarmente violento e scagliandosi contro di lei con ingiurie e gravi minacce di morte, che in più di un’occasione sono trascese in aggressioni fisiche dirette con schiaffi e pugni tanto da costringerla ad andare via di casa e cercare rifugio dai parenti. L’ultima aggressione fisica è avvenuta qualche ora prima che lei si presentasse in caserma, facendola finire in pronto soccorso.

Alcuni di questi episodi sono tra l’altro avvenuti anche alla presenza delle pattuglie dei carabinieri, che, oltre a constatare quanto fosse veritiero il racconto fatto in sede di denuncia dalla donna, hanno impiegato diverso tempo per far calmare l’uomo e attendere che, dissolti i fumi dell’alcool, tornasse relativamente tranquillo.

I carabinieri della stazione di Fossacesia hanno raccolto in un solo giorno le testimonianze di familiari e vicini: tutti hanno confermato la grave situazione descritta con la sua denuncia dalla donna, avvalorata anche da alcuni video girati da lei stessa e da alcuni vicini. In uno di questi filmati si vede il marito urlare, accanendosi contro gli arredi di casa, arrivando a distruggere una camera da letto.

La grave situazione è stata segnalata lo stesso giorno alla procura di Lanciano così come dispone la recentissima normativa, cosiddetta Codice Rosso, che tutela le donne e i soggetti deboli che subiscono violenze e nello specifico i maltrattamenti, introducendo una corsia veloce e preferenziale per le denunce e le indagini riguardanti casi di violenza contro donne e/o minori, ricalcando il modello sanitario dei pronto soccorso dove alle persone infortunate che necessitano di un intervento immediato viene attribuito un codice a colori con il rosso, quello più grave.

La procura di Lanciano, concordando pienamente con le circostanziate risultanze investigative dei carabinieri di Fossacesia, ha inoltrato al Gip del locale tribunale la richiesta di applicazione della misura cautelare del carcere. Il Gip, concordando quindi con la richiesta della procura, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 63enne, scegliendo di applicare la misura più grave e afflittiva in risposta al grave quadro accusatorio emerso dalle indagini.

Grazie alla sinergica azione di carabinieri e magistratura in meno di tre giorni è stata scritta la parola fine a oltre 20 anni di maltrattamenti e violenze fisiche.  

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