Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Botte e maltrattamenti all'anziana malata di cui si occupa: scatta il divieto di avvicinamento per una badante

Le figlie, insospettite dal fatto che la madre non si riprendesse dopo un intervento, hanno installato una telecamere che ha ripreso la violenza continuata: secondo gli investigatori, la 91enne ha subito lesioni per almeno due anni

È accusata di aver picchiato più volte, causandole anche danni fisici rilevanti, l'anziana di 91 anni di cui si occupava come badante. Ma, ora, una donna di 60 anni di origine sudamericana, residente a Chieti, non può più avvicinarsi a lei. È accusata di maltrattamenti e lesioni personali.

La misura cautelare del divieto di avvicinamento è stata eseguita ieri dagli agenti della squadra mobile della questura di Chieti, su disposizione del gip del tribunale.

Le indagini della sezione reati contro la persone della mobile sono partite dopo la denuncia delle figlie dell'anziana, affetta da una grave malattia degenerativa. Poiché necessitava di assistenza continua, i familiari l'hanno affidata alle cure della 60enne, di cui avevano fiducia. 

Ma un episodio in particolare ha fatto scattare i sospetti. L'anziana era stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per la sostituzione della sonda Peg (gastrostomia endoscopica percutanea), tuttavia, nonostante le cure, non riusciva a recuperare dopo l'operazione. Anzi, dopo le dimissioni dall'ospedale, erano sorte alcune complicazioni all'apparenza inspiegabili. Così le figlie, non riuscendo a capire cosa stesse succedendo, si sono insospettite e hanno installato una telecamera nella stanza da letto dell'anziana, ovviamente all'insaputa della badante. 

A quel punto, si è scoperchiato il vaso di Pandora. Le immagini catturate hanno confermato i loro sospetti e fatto emergere una verità agghiacciante. Già dopo poche ore dopo l'installazione, la videocamera ha immortalato la badante strattonare l'anziana, per poi colpirla con pugni sui fianchi e sull'addome, proprio nel punto in cui, pochi giorni prima, aveva subito l’intervento chirurgico con conseguente fuoriuscita ematica.

Le figlie si sono immediatamente alla questura, dando il via alle indagini, che hanno ricostruito due anni di quelle che vengono considerate vere e proprie vessazioni. 

Secondo quanto accertato dagli investigatori, la badante, con condotte violente e reiterate, aveva posto in essere maltrattamenti consistiti in percosse e lesioni che l’inerme 91enne, costretta a letto senza potersi muovere, incapace di parlare e impossibilitata a poter richiedere aiuto, aveva subito impotente, così da cagionarle lividi e ferite e gravi lesioni quali la lussazione della spalla, la sublussazione del gomito, edemi diffusi e graffi.

Sono stati ricostruiti, inoltre, diversi episodi di quella che gli investigatori descrivono come "inspiegabile crudeltà": ripetute trazioni sul catetere vescicale con la fuoriuscita del dispositivo, colpi inferti con un corpo contundente che hanno cagionato un edema massivo nella regione vulvare, nonché frequenti e recidivanti ematurie su varie parti del corpo, prive di cause cliniche.

Gli investigatori della mobile hanno raccolto diverse dichiarazioni e analizzato i referti medici. A quel punto, è scattata la misura cautelare nei confronti della badante.

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