menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Bomba, torna in vita il progetto petrolifero: allerta nelle aree protette

L'allarme della professoressa D'Orsogna: "Una decina di comuni del chietino verranno impattati"

Arriva in Abruzzo la Compagnia Mediterranea Idrocarburi (CMI) di Roma e con l'intento di riportare in vita il progetto di estrazione e trattamento "Colle Santo" già proposto per Bomba dalla Forest Oil di Denver. L’allarme lo lancia l'abruzzese Maria Rita D'Orsogna, docente universitaria in America e attivista ambientale. "L'intento della Cmi - dice - è di sfruttare e migliorare la resa di almeno sei pozzi vecchi trivellati a Bomba negli anni 1960 dall'Agip, di altri due trivellati dalla Forest Oil in anni più recenti, e trivellarne almeno altri 'due o tre' nuovi”. La stessa svela che la Cmi vuole creare un gasdotto fino a Paglieta a circa 20 chilometri di distanza e costruire qui una centrale di trattamento per l'eliminazione dell'idrogeno solforato e di altre impurità.

“Una decina di comuni del chietino verranno impattati – avverte - fra cui Atessa e Torricella Peligna, e varie zone protette a ridosso della Majella, fra cui il lago di Serranella, le colline di Guarenna e il Bosco di Mozzagrogna”.

Il progetto di valutazione ambientale della CMI, che nasce come filiale italiana della Forest Oil Corporation di Denver, è stato presentato al Ministero dell'Ambiente il 27 giugno scorso in collaborazione con TEA Sistemi, ditta di consulenza petrolifera già nota in Abruzzo: il suo fondatore Paolo Andreussi fu anche uno dei consulenti Eni per la progettazione del Centro Oli di Ortona.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento