Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Francavilla al Mare

Bollette pazze, Codacons chiede più attenzione alla politica

Calcolo dei consumi e fatture gonfiate e il coordinatore Ruggieri parla di "bollette truffa" denunciando l'inefficienza dell'Aca a Francavilla al Mare e appellandosi a chi governa il territorio per fare il bene dei cittadini

Bollette dell’Aca gonfiate e conti salati da pagare per i cittadini. È quanto denuncia il Codacons, che porta l’esempio di due utenze in particolare. Una fattura in cui vengono addebitati 3.256 metri cubi di consumo contro gli 800 emersi dalla lettura per un totale di 5.127,67 euro da pagare.

E una seconda, di un locale di Francavilla al Mare, in cui il contatore sembra tornare indietro, passando dai 1.477 metri cubi registrati l’11 agosto 2010 fino ai 988 del 18 aprile 2011. Per un totale di 914,23 euro non pagati dall’intestatario dell’utenza, che per questo è rimasto senza acqua per due giorni.

“Sarebbe ora – dice Vittorio Ruggieri, responsabile dello sportello provinciale Codacons - di chiamare queste fatture non più bollette pazze, ma vere e proprie bollette truffa e così dovrebbero essere chiamate e concepite in ogni sede, comprendendo le sedi giudiziarie”.   

Nel 2011 l'acqua a Chieti per una utenza domestica è costata 0,27 euro per consumi fino a 72 metri cubi, 0,41 euro per consumi da 73 a 168 metri cubi, 0,57 euro per consumi superiori a 168 metri cubi. Mentre nei comuni serviti dall'Aca (tra cui Francavilla al Mare) l'acqua è costata 0,46 euro per consumi fino a 100 metri cubi, 0,64 euro per consumi da 101 a 200 metri cubi, 1,06 euro per consumi da 201 a 300 metri cubi, e 1,31 euro per consumi superiori a 300 metri cubi.

Negli ultimi 10 anni, dunque, i cittadini di Francavilla avrebbero sborsato per l’acqua cifre maggiorato di 2.500/3 mila euro a famiglia. In compenso, spiega Ruggieri, “l'Aca non ha corrisposto nessun investimento sulla rete idrica e sull'impianto fognario, tant'è che il terzo depuratore a Francavilla è per tutti una chimera e anche gli altri due depuratori presenti sul territorio funzionano male, anzi malissimo”.

Il Codacons ha intensificato le segnalazioni all’autorità giudiziaria sulle inesattezze delle bollette Aca, ma lancia un appello ai politici, affinché “tornino a rappresentare gli interessi delle comunità e a perseguire il bene comune trasformando in formule giuridiche le istanze che provengono dal territorio che rappresentano. Solo in questo modo, finalmente, la tanta decantata liberalizzazione produrrà servizi più efficienti a costi più vantaggiosi per il cittadino”. 

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