Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Lanciano

Blocco Tir: mezzi fermi per dieci chilometri in Val di Sangro

Autotrasportatori in protesta sulla A14: il blocco dei mezzi pesanti si sta facendo sentire oggi anche in Val di Sangro dove oltre 200 mezzi sono fermi dal casello fino alla Sevel. Stop anche a Vasto

La protesta degli autotrasportatori  contro il caro carburante e i provvedimenti del governo  tocca anche l’Abruzzo. A partire dalla mezzanotte, decine di mezzi pesanti hanno invaso il casello Pescara Nord dell'autostrada a14, assieme ai ragazzi del "Movimento dei Forconi Abruzzo”.

Ora sono a quota 200, ma il blocco dei mezzi pesanti si sta facendo sentire oggi anche a Vasto e in Val di Sangro. Qui sono almeno 200 i mezzi che al momento sono fermi dal casello a14 Val di Sangro fino all'agglomerato industriale della Sevel di Atessa. I tir, alcuni anche con targa estera, sono fermi su un lato della strada, in modo da consentire comunque la circolazione alle auto private. All'innesto con la Statale 652 sono presenti agenti della Polizia Stradale del distaccamento di Vasto e Lanciano. La consegna di merce destinata all'area produttiva di Atessa, dove operano centinaia di aziende, per oggi è impossibile.

Al casello di Vasto Sud adesso sono fermi una cinquantina di tir destinati alla zona industriale di San Salvo e Punta Penna. A controllare la situazione pattuglie dei Carabinieri e del Commissariato di Vasto. Non si registrano casi di intemperanza dai parte dei manifestanti.

 Sul posto gli autotrasportatori dicono che la protesta potrebbe continuare ancora per  giorni.

“Proseguiremo finché qualcuno non si farà avanti e non otterremo qualcosa - spiega Piero D'Aloisio, titolare di una ditta con 20 mezzi pesanti - I problemi sono tanti, dal caro gasolio al pedaggio autostradale che si è triplicato. Da tre anni a questa parte non riusciamo ad arrivare a fine mese; a causa dei costi elevati e della troppa concorrenza siamo costretti a prendere lavoratori stranieri che ci costano meno e lasciamo a casa gli italiani. Siamo troppo delusi, abbiamo perso ogni speranza”.

AGGIORNAMENTI

A Ortona stato di agitazione della marineria e attività verso il fermo, per protestare contro il caro-carburante. Sempre più difficile vendere il pescato, a fronte del blocco del trasporto merci legato allo sciopero dei tir. Dal porto ortonese non sono uscite le 21 motovongolare, mentre hanno preso regolarmente il largo, ma si apprestano a rientrare in anticipo, le 5 lampare, le 15 unità di pesca a strascico e le 8 volanti. La situazione viene seguita costantemente dalla Capitaneria di Porto di Ortona.

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