Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Lettere a casa per sollecitare il pagamento: Blocco Studentesco protesta contro il contributo volontario

Striscioni nella notte in prossimità delle sedi dell'istituto superiore "De Titta-Fermi" a Lanciano

Due striscioni con il testo "No al contributo volontario!" sono stati affissi nella notte in prossimità delle sedi dell'istituto superiore "De Titta - Fermi" di Lancino dai ragazzi del Blocco Studentesco a seguito della continua e pressante richiesta del cosiddetto contributo "volontario" alle famiglie italiane e agli studenti. L'iniziativa dopo che acuni ragazzi dell'istituto hanno riferito di lettere spedite a casa, firmate dal dirigente scolastico, in cui si sollecita il pagamento della "tassa di iscrizione" destinata a coprire le spese della didattica.
 
"Questa tassa - sottolineano - , perché di questo si tratta, è quanto di meglio le istituzioni hanno inventato per sopperire alla mancanza di fondi da destinare alla scuola pubblica già fortemente erosa dai vari tagli finanziari. Ed ecco che dove non arriva lo Stato, devono provvedere le famiglie. Famiglie che non arrivano a fine mese incluse".

Il Blocco Studentesco aveva già protestato in passato per questo tentativo di giustificare tale richiesta. "Non sembra un controsenso che gli studenti frequentanti la scuola pubblica debbano pagare una specie di retta da scuola privata? - - afferma il responsabile locale Domenico De Lucia- - "La scuola è pubblica. L'onere di fornire gli strumenti, i fondi, il materiale didattico spetta allo Stato, non ai ragazzi. Il contributo è volontario, e come tale, spetta agli studenti decidere. Certamente lettere spedite a casa non rientrano in questo frangente, se non quello della presa per i fondelli. Pertanto, il Blocco Studentesco esige lo stop immediato di questa pratica vessatoria da parte dei dirigenti scolastici".

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