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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Vasto

Bimbo autistico costretto a fare le terapie lontano da casa, la mamma: "Pronta allo sciopero della fame"

Marie Hélène Benedetti ha vinto il ricorso in tribunale contro la Asl di Chieti: "Ma vogliono piazzarci in un centro inadeguato per mio figlio"

Marie Hélène Benedetti è una mamma di 42 anni che da Vasto sta portando avanti la battaglia per il diritto insindacabile alle cure. Suo figlio Thomas Ninni di 3 anni è autistico e da circa un anno è costretto a fare la spola tra Vasto e Pescara per le terapie.

Lo scorso settembre Marie Hélène ha vinto il ricorso presentato assieme all'associazione Autismo Abruzzo Onlus: il giudice del tribunale di Vasto ha stabilito che il piccolo deve essere curato a Vasto e non a Pescara, come sostenuto dalla Asl Lanciano Vasto Chieti. 

Ma la burocrazia sta rallentando tutto “arrivando a sminuire il valore di una ordinanza e con inutili comunicazioni spende la vita delle famiglie come se fosse tempo a perdere" sottolinea Autismo Abruzzo Onlus invocando “il diritto alle cure per bambini e ragazzi con autismo prima di tutto, specie se acclarato dalle ordinanze". Lo scorso 30 ottobre è stata inviata una mail certificata alla Regione Abruzzo e alla Asl di Chieti senza riscontri.

Oggi Marie Hélène Benedetti, esasperata, è pronta ad azioni eclatanti. “Domani mattina chiamerò in Regione per un appuntamento con il presidente Marsilio e l'assessore Nicoletta Verì. Se non otterrò un appuntamento e la risoluzione immediata per le terapie adeguate di mio figlio Thomas Ninni, il 18 novembre inizierò lo sciopero della fame e della sete legata con megafono e telecamere davanti al palazzo della Regione Abruzzo a Pescara e mi lascerò morire li davanti di fame e sete fino a quando non risolverete” annuncia.

La giovane mamma ricorda che a settembre è stato vinto un ricorso in tribunale contro la Asl che ha sancito il diritto di scelta del centro convenzionato e che l'Azienda sanitaria locale deve dare le terapie al piccolo Thomas: “Invece la Asl sta giocherellando a tentare di piazzarci in un centro inadeguato per mio figlio e scelto da loro, come se avessimo tempo da perdere, quando il tempo per mio figlio è tiranno”.

“Senza azioni concrete – dice Autismo Abruzzo onlus - non ci resta che agire nelle sedi giudiziarie a carico della Asl inadempiente”.
 

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