Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Bimbo autistico rifiutato da tre scuole, il Miur: "Soluzione al più presto"

Oggi l'incontro in Comune a Lanciano. Sulla vicenda interrogazione di Sinistra Itaiana al Governo: "Basta tagli, servono politiche e progetti di inclusione"

Il ministero dell'Istruzione ha reso noto di essersi immediatamente attivato per risolvere quanto accaduto a Lanciano, dove una mamma ha denunciato che il figlio autistico sarebbe stato rifiutato da tre scuole medie. Il Ministero ha attivato l'Ufficio Scolastico Regionale e si stanno facendo i dovuti accertamenti. “L'Ufficio sta predisponendo una relazione per fare luce sull'accaduto, ma soprattutto - spiegano a viale Trastevere - per far sì che sia al più presto trovata una soluzione perché "tutte le studentesse e gli studenti, a maggior ragione se in situazione di difficoltà, hanno diritto a frequentare serenamente la scuola dell'obbligo".

I particolari della vicenda verranno chiariti oggi nell’incontro al Comune di Lanciano, dove ci saranno la madre del ragazzino e l'assessore alla Pubblica Istruzione.

Intanto è pronta anche  un’interrogazione al Governo da parte dei parlamentari di Sinistra Italiana per accertare la dinamica dei fatti, ma soprattutto per chiedere quali azioni si intendono attivare per mettere le scuole in condizione di svolgere la loro funzione.

“Una vicenda gravissima- commenta Claudia Pratelli, responsabile nazionale scuola SI - che pare incredibile in un Paese civile, eppure una vicenda tutt’altro che eccezionale. Il punto, infatti, non sono le singole responsabilità della scuola in questa specifica vicenda. La verità è che nel nostro Paese sul terreno dell'integrazione abbiamo fatto giganteschi passi indietro. Si sono ridotte le risorse finanziarie e soprattutto diminuite le ore di sostegno, rendendo in questo modo più difficile l'integrazione del bambino nella classe. Dopo i pesantissimi tagli del 2015 la dotazione organica a disposizione è totalmente insufficiente a garantire la funzionalità  del servizio, mentre i bisogni di assistenza sono in costante crescita e modificano anche la qualità  dell’attività lavorativa da svolgere”.

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