Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Da Ombrina a Bussi...l'ambiente in Abruzzo nel 2014

Il bilancio del Wwf. Di Tizio: "Non è stato un anno facile per l'ambiente. L'Abruzzo è una delle regioni italiane ed europee con la più alta biodiversità, ma questo patrimonio è messo in pericolo da scelte sbagliate che spesso ricadono sulla testa degli abruzzesi"

La sentenza di Bussi, i capodogli spiaggiati, la cementificazione. Non è stato un anno felice per l'ambiente in Abruzzo. A tracciare il bilancio questa mattina è stato il Wwf con Luciano Di Tizio, delegato regionale per l’Abruzzo e Dante Caserta, consigliere nazionale.

“Dal disastro di Bussi sul Tirino al rischio idrogeologico, dal bracconaggio allo stato pietoso dei nostri corsi d’acqua, si sono confermate, in alcuni casi aggravandosi, tutte le problematiche ambientali che da anni colpiscono il nostro territorio-  ha esordito  Di Tizio - L’Abruzzo è una delle regioni italiane ed europee con la più alta biodiversità, ma questo patrimonio è messo in pericolo da scelte sbagliate che spesso ricadono sulla testa degli abruzzesi senza che questi abbiano la possibilità di dire la loro. Per noi del Wwf è stato un anno veramente impegnativo. I nostri volontari sul territorio, nelle Oasi e nei Centri di Educazione Ambientale, le nostre guardie, i nostri avvocati sono intervenuti in tutti i settori ed a tutti i livelli per difendere lo straordinario ambiente abruzzese. Tanto si è riuscito a fare, ma resta ancora tantissimo da realizzare”.

Per quanto concerne i parchi e le riserve,  il 2014 ha segnato un'importante novità nella vicenda del Parco della Costa Teatina con la nomina, ad agosto, del Commissario straordinario per la perimetrazione, ma adesso occorrerà procedere con rapidità e definire il perimetro del quarto parco nazionale d’Abruzzo. Nel 2014 inoltre, le riserve regionali abruzzesi e l’unico parco regionale, il Sirente-Velino, hanno rischiato il taglio dei fondi ordinari necessari per la loro gestione. .

Qualche buona notizia arriva dalla tutela della fauna: sebbene sia vittima di bracconaggio, politiche sbagliate nel settore dell’allevamento e della pastorizia, costruzioni che ne restringono l’areale, l’Orso Bruno Marsicano sopravvive: nel 2014 nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono nati 11 nuovi cuccioli.

L’Abruzzo però si conferma una delle regioni a più serio rischio di petrolizzazione. La progettata realizzazione di Ombrina Mare, piattaforma con annessa nave per prima raffinazione davanti la costa dei trabocchi, è solo la punta dell’iceberg. Per il Wwf Abruzzo è necessario che il Governo regionale, di concerto con le altre Regioni interessate, ponga la questione a livello di pianificazione nazionale e spinga per una politica energetica verso il risparmio, la messa in efficienza e le fonti rinnovabili.

Se i fiumi abruzzesi sono praticamente lontani dal raggiungimento dell’obiettivo “buono” fissato dall’Unione Europea entro il 2015, si continua a costruire dove non si dovrebbe. "Citiamo per tutti il caso del centro commerciale Megalò costruito in quella che era una cassa di espansione del fiume Pescara, con grave danno per l’ambiente e rischi per la sicurezza del territorio e per la sua economia. Eppure da anni esistono due progetti per la realizzazione complessiva di altri 10 edifici nella stessa zona, progetti contro i quali il Wwf si sta battendo in tutte le sedi, comprese quelle giudiziarie".

L'ultimo schiaffo agli abruzzesi per il Wwf poi è stata la sentenza relativa alla discarica di Bussi sul Tirino. "È vergognoso che un danno ambientale stimato in 8,5 miliardi di euro, 3 anni di indagini, 6 di processo, 68 udienze, 18 diversi giudici tra GUP, Tribunale, Corte di Assise, Corte di Cassazione e 22 ordinanze, si siano tradotti in un nulla di fatto- il commento  - Ma resta il dato più grave: a più di 7 anni da quando è stata scoperta, non è stata ancora avviata la bonifica di quella che viene considerata la più grande discarica abusiva di rifiuti tossici d’Europa".

Altro campanello d'allarme, stavolta per il nostro mare, è stato il ritrovamento nella notte tra l’11 e il 12 settembre, di sette capodogli spiaggiati sulla costa di Vasto, sul quale ad oggi non si conoscono ancora le cause.

Infine, il Wwf rimarca come in Abruzzo manchi un piano di rifiuti aggiornato: un piano estrattivo che regolamenti le cave, il piano faunistico-venatorio, un piano energetico aggiornato.

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