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Una biblioteca a Chieti? Missione impossibile: sul sito del Comune le informazioni sono tutte sbagliate

Un fuorisede o un turista impegnati in ricerche bibliografiche avrebbero non pochi problemi se si facessero guidare dall'elenco, fermo a 10 anni fa, pubblicato sul sito istituzionale

Chi ha detto che gli anni da studente sono i più spensierati? Di sicuro non a Chieti, dove un fuorisede che cercasse un luogo tranquillo per lo studio, o volesse fare una ricerca bibliografica, si troverebbe in grossa difficoltà a causa delle informazioni inesatte pubblicate sul sito istituzionale del Comune di Chieti. 

Online, infatti, c’è una guida approfondita in cui si spiega tutto ciò che bisogna sapere per studiare a Chieti. Ma, nella parte dedicata alle biblioteche, cominciano i problemi. La prima voce che si incontra è quella dedicata alla ormai ex biblioteca De Meis di piazza Templi Romani. Peccato che, da ormai 12 anni, quell’edificio sia chiuso, e i volumi della biblioteca provinciale siano stati spostati in via Spezioli, nel complesso del Theate Center. Ma chi, desideroso di trascorrere una mattinata di studio, dovesse arrivare fin davanti ai tempiettti romani, trovandosi di fronte un cantiere, potrebbe comunque ottenere informazioni chiamando il numero indicato sul sito?

Non proprio, perché, telefonando, una voce gentile informa che “il numero selezionato non è attivo”. Dopo infinite ricerche online, il numero di telefono corretto si trova sul sito della Provincia di Chieti, nella sezione dedicata al Sistema bibliotecario. Fortunatamente, almeno qui, è specificato che la sede operativa della De Meis si trova ormai al Theate Center. Peccato che l’indirizzo indicato sia una fantomatica “Via Speziali” (e non via Spezioli), che a questo punto rischierebbe di mandare in confusione anche lo studente più diligente. 

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Ma, ponendo il caso che l’universitario ligio al dovere non volesse arrendersi, tornando sul sito del Comune troverebbe, tra le biblioteche, anche quella di piazza Carafa, nella sede della delegazione comunale dello Scalo. Numeri e indirizzo sono corretti, ma due note lasciano desistere chiunque dal raggiungerla: la palazzina risulta “chiusa per ristrutturazione e non accessibile ai disabili”. Eppure, l’edificio è stato riaperto da qualche anno, dopo un intervento decennale, e la “biblioteca”, non esattamente degna del termine, si trova nel seminterrato.

Andando avanti con l’elenco si trovano, correttamente, la biblioteca dell’Archivio di Stato, quelle dei vari dipartimenti universitari di via dei Vestini e quella del seminario regionale. 

Dopodiché, ci si imbatte nella biblioteca del teatro Marruccino (sic!) e, tralasciando la doppia c, errore imperdonabile a chiunque abbia una minima conoscenza della città di Chieti, una postilla informa che la struttura è “chiusa per trasferimento in nuova sede sino al 2007”. Due lustri dopo, non è dato conoscere la collocazione della nuova sede, ma qualche certezza arriva dalla cronaca: la biblioteca è stata riaperta lo scorso novembre, con una cerimonia di intitolazione a Mario Zuccarini, che fu, tra le altre cose, sovrintendente del teatro Marrucino. 

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Dulcis in fundo, il caotico elenco sul sito istituzionale del Comune cita la biblioteca dell’Agenzia regionale per la promozione culturale in via della Liberazione 32, a due passi da piazza Trento e Trieste. Ma quell’edificio è chiuso da marzo per problemi di vulnerabilità sismica e un’interrogazione della maggioranza, qualche mese fa, ne ha richiesto l’apertura

Per una città che si erge, almeno nelle intenzioni, a polo di cultura e formazione, uno scenario simile non è certo lusinghiero. Mettendosi nei panni del potenziale diligente universitario, o di un turista che volesse consultare qualche volume sulla storia della città, ci si ritroverebbe in un dedalo senza via d’uscita. E c’è da giurare che, alla fine, si desisterebbe senza aver trovato un luogo tranquillo e degno di questo nome in cui potersi dedicare a un libro. 

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