Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

Quattro anni dalla scomparsa di Benito Della Penna, la famiglia non si arrende: "Continuiamo le ricerche"

L'associazione Penelope Abruzzo ha organizzato una due giorni di mobilitazione per trovare il corpo dell'anziano di Guardiagrele, che si ritiene possa essere celato sotto una frana

Benito Della Penna

Nel quarto anniversario della scomparsa di Benito Della Penna, la famiglia torna a chiedere che le ricerche non si arrendano. 

Nel pomeriggio del 15 marzo del 2017 l'anziano di Guardiagrele uscì di casa per la passeggiata quotidiana, senza più fare rientro. Da allora, i familiari lo hanno cercato in ogni maniera possibile, consapevole che non potesse essere andato lontano: l'uomo, infatti, aveva 83 anni e si muoveva con l'ausilio di una stampella. Inoltre, non aveva con sé il cellulare né i documenti. 

Del caso si è occupata a lungo anche la trasmissione di Rai 3 Chi l'ha visto?, che oggi, in questo anniversario triste, rilancia l'appello della figlia di Benito Della Penna: "Tutto tace. Le ricerche di mio padre sono bloccate per via del Coronavirus.. è una tragedia nella tragedia". 

Sul caso torna a chiedere luce anche l'associazione Penelope Italia onlus. La presidente della sezione abruzzese, Alessia Natali, vicina alla famiglia sin dai primi momenti, chiede di riprendere le ricerche: "La scomparsa - dice - non è vita, ma non è nemmeno morte. La famiglia non ha neppure un corpo per metabolizzare il lutto". 

Per questo, proprio oggi, Natali si è rivolta alla prefettura di Chieti, comunicando che nei giorni del 10 e 11 aprile, una squadra di volontari di Penelope, con l'ausilio di altre associazioni, sarà nei luoghi in cui Della Penna è scomparso 4 anni fa. La presidente di Penelope chiede, in quelle date, l'ausilio dei vigili del fuoco e delle unità cinofile specializzate nella ricerca di cadaveri. 

Al sindaco di Guardiagrele Donatello Di Prinzio, invece, la richiesta di bonificare un tratto del canale adiacente la strada su cui sparì l'anziano: si pensa infatti che proprio lì, sotto una frana, possa essere celato il corpo. 

"Non possiamo non accogliere nuovamente una richiesta di aiuto dalla famiglia", dice Alessia Natali.

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