I benefici dell'aspirina in campo oncologico, medici ne parlano a Chieti

Le nuove opportunità terapeutiche dell’acido acetilsalicico (ASA), meglio noto come aspirina, sono state al centro dell’assemblea regionale dellaSocietà Italiana di Medicina Generale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Presentato a Chieti il "Position Paper" elaborato dalla Società scientifica dei medici di famiglia insieme al Fadoi (medici internisti) e Amd (Medici diabetologi). I risultati di recenti  analisi e studi a livello internazionale condotti sul farmaco, hanno messo in risalto nuove evidenze scientifiche che aprono a interessanti  prospettive sull’utilizzo di aspirina a basso dosaggio in prevenzione primaria e secondaria  e, perfino,  per combattere alcuni problemi di natura oncologica.

Le nuove opportunità terapeutiche dell’acido acetilsalicico (ASA), meglio noto come aspirina, sono state al centro dell’assemblea regionale della SIMG-Abruzzo (Società Italiana di Medicina Generale), svoltasi a Chieti. Il presidente regionale, Lucio Zinna, ha illustrato ai medici di famiglia presenti all’incontro il “position papers”, redatto dalla stessa Simg, in collaborazione con Fadoi (Federazione Associazione Dirigenti Ospedalieri Internisti) e Amd (Associazione Medici Diabetologi). Si tratta di un protocollo terapeutico assistenziale promosso e condiviso dalle tre associazioni per trattare al meglio i pazienti alla luce dei recenti studi internazionali condotti sul farmaco. L’Aspirina a 110 anni dalla sua scoperta, promette, infatti, nuove opportunità terapeutiche, se assunta a basso dosaggio, per combattere malattie oncologiche.

È  affascinante ipotizzare come questo antico medicamento impiegato per molteplici indicazioni terapeutiche, possa fare matching con i processi di metastasi oncologica, aprendo all’ipotesi che impiegato a basso dosaggio (<=100 mg/die) possa ridurre lo sviluppo di alcune forme tumorali. Il documento illustrato nell’incontro abruzzese ha lo scopo di definire un percorso terapeutico condiviso per il trattamento dei pazienti che possono giovarsi degli effetti protettivi dell’acido acetilsalicilico sul sistema cardiovascolare e per la protezione contro gli eventi atero-trombotici. Le riflessioni scientifiche maturate sulla scorta di alcuni dati riferiti alla sua utilizzazione e aderenza alla terapia, forniti da Health Search (il Centro Studi della Società Medicina Generale Italiana), evidenziano che solo poco più del 52% dei pazienti con precedenti eventi fosse in terapia con ASA, confermando così un sottoutilizzo della terapia anticoagulante. Questo dato assume maggiore rilevanza se si analizza il consumo, nei pazienti già colpiti da pregresso infarto miocardico, che nel 75% dei casi nel primo anno post esito assume la corretta terapia, scendendo al 60% dopo cinque anni. È ovvio che nella real life esistono alcuni fattori critici che contribuiscono a sottostimare il consumo, a partire dalle abitudini del paziente di ricorrere all’acquisto di ASA in autonomia, per via del basso costo e della facilità di accesso alla terapia, che in questo caso determina l’impossibilità di tracciare il consumo da parte del medico di medicina generale.

Da ciò si determina l’evidente necessità di strutturare, attraverso l’adozione di un protocollo clinico condiviso, un’alleanza clinica tra medicina generale, internisti e diabetologi, che abbia lo scopo di contribuire al miglioramento della profilassi degli eventi cardiovascolari, sia nella popolazione con elevati rischi, che nei soggetti a rischio moderato. Il Position Paper SIMG-FADOI-AMD, presentato all’Assemblea della SIMG Abruzzo, rappresenta una linea guida scientifica con la quale si consolida il processo di integrazione tra medicina generale e specialisti, nella gestione del paziente cronico, la cui presa in carico resta obiettivo delle cure primarie.  «Le evidenze dimostrate dagli studi condotti sull’aspirina – ha concluso il presidente Lucio Zinni – sono molto importanti per la medicina generale. In particolare quello condotto dalla Simg, basato sui dati dei nostri pazienti a livello nazionale, sul cancro alla prostata è assolutamente da sottolineare in quanto ha dimostrato che l’utilizzo a basso dosaggio dell’acido acetilsalicilico, determina una riduzione del rischio di contrarre un tumore alla prostata di oltre il 60%».

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