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Importavano bare dalla Cina illegalmente: 14 denunce

Le bare, fabbricate con legno scadente e senza i requisiti minimi di sicurezza entravano in Italia dai porti di Ancona e di Napoli sottoforma di legnami. Erano state già sequestrate e poi sottratte da un deposito giudiziario di Casacanditella. La Finanza ha accertato un'evasione di 6 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Chieti ha scoperto un sodalizio costituito da italiani, cinesi e romeni, dedito alla commercializzazione illecita di bare funebri di importazione cinese privi del marchio della ditta costruttrice. Circa 1200 pezzi sono stati sequestrati tra Francavilla al Mare, Casacanditella e Vacri. Le bare, fabbricate con legno scadente, senza i requisiti minimi di sicurezza e con il nome del marchio scritto con un pennarello, erano destinate allo smercio in varie regioni d’Italia. Entravano in Italia prevalentemente dai porti di Ancona e di Napoli sottoforma di legnami e ciò ha consentito alla organizzazione di pagare minori tasse doganali.

Quattro persone sono state denunciate per il reato di contrabbando aggravato, assieme ad altre dieci,  per le quali si ipotizzano diversi reati tra cui delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica. Le indagini sono partite in seguito alla denuncia del furto di quasi 400 bare da un deposito giudiziario di Casacanditella.

L’operazione, denominata “China Coffins”, è collegata al sequestro, nell’ottobre del 2013, di diversi cofani funebri dalla Cina in violazione del “Regolamento di polizia mortuaria”,  successivamente confiscati.

I  cofani sottoposti a sequestro sono stati successivamente rubati dal deposito ed era stata presentata una denuncia di furto fittizia a carico di ignoti. Le indagini hanno però dimostrato la simulazione del reato recuperando la merce trafugata, che era stata spostata da Casacanditella in un deposito a Popoli (Pe). Tre soggetti sono stati denunciati per i reati di ricettazione e simulazione di reato.

Le imprese coinvolte nell’illecita importazione e commercializzazione delle casse funebri, riconducibili al sodalizio criminale, sono state  sottoposte alla verifica fiscale che ha permesso di accertare la posizione di otto evasori. La Finanza ha rilevato complessivamente ricavi non dichiarati per 6.150.000 euro e Iva evasa per 1.065.000 euro.

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