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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Sequestrate 663 banconote false per un valore di 29 mila euro: erano state usate soprattutto nei centri commerciali e in autogrill

Banconote false sempre più diffuse in provincia di Chieti nell'ultimo anno. Maggiormente interessati dal fenomeno sono risultati i comuni di Vasto, San Salvo, Lanciano, Chieti e San Giovanni Teatino

In aumento (+13%) il fenomeno del 'falso monetario' in provincia di Chieti. È di oltre 29 mila euro il valore delle 663 banconote false sequestrate nel corso del 2023 dal comando provinciale della guardia di finanza di Chieti, a seguito di attività dirette alla sicurezza in materia di circolazione dell’euro e al contrasto del fenomeno.

Il taglio più interessato è stato quello da 50 euro (415 esemplari, per un valore di 20.750 euro): queste le banconte false risultate essere le più “scambiate”, seguite da quelle da 20 euro (195, per un corrispondente valore pari a 3.900 euro), da 100 euro (42 biglietti, per un corrispondente valore pari a 4.200 euro), da 10 euro (9 biglietti, per un corrispondente valore pari a 90 euro), ed anche, con 1 solo pezzo, da 200 euro e da 5 euro.

Maggiormente interessati al fenomeno sono risultati i comuni di Vasto, San Salvo, Lanciano, Chieti e San Giovanni Teatino; i reati, al momento a carico di ignoti, sono stati segnalati alle procure di competenza. 

Come rendono noto dal comando, le banconote oggetto del sequestro da parte del Nucleo di polizia economico-finanziaria sono essenzialmente riconducibili a quelle spese presso i grandi centri commerciali ed esercizi della grande distribuzione, nonché i vari supermercati locali e gli autogrill presenti sull’autostrada con annessi distributori stradali, aventi sede in questa provincia e ritirati dagli istituti di vigilanza e infine le banconote versate presso la “cassa continua” degli istituti di credito.

"Un significativo supporto alle indagini - spiegano dalla guardia di finanza - arriva anche dalle sinergie attuate con il Centro nazionale analisi della Banca d’Italia, che rimette periodicamente al comando provinciale le banconote già riconosciute false e sulle quali vengono esperiti approfondimenti investigativi utili a rilevare potenziali collegamenti con episodi criminosi che hanno interessato la provincia di Chieti. Il compito di vigilanza sul particolare settore è stato affidato al Corpo dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, nella duplice funzione di polizia economico - finanziaria e di polizia giudiziaria, volta alla ricerca, prevenzione e repressione dei reati contro la “fede pubblica” e “della falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori bollati” del codice penale, a corollario di una generale salvaguardia del risparmio dei consumatori e del sistema finanziario".

Gli approfondimenti operativi delle Fiamme gialle teatine ora saranno finalizzati a ricostruire l’intera filiera del falso per individuare le eventuali ipotesi di reato connesse, quali la truffa e il riciclaggio.

Il comandante provinciale, colonnello Michele Iadarola, nel precisare che i metodi di contraffazione scoperti hanno evidenziato una sempre maggiore tecnologia attraverso il ricorso a sofisticate strumentazioni, invita ad avere "sempre alta l’attenzione nella ricezione/spendita delle banconote, anche senza tralasciare quei minimi segni sulle stesse che possano celare tanto un’abile quanto grossolana falsificazione".

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