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Bancarotta fraudolenta, l'imprenditore teatino Luciano Bellia condannato a 11 anni

Altre due condanne per il crac della Sidermetall. I fatti risalgono ad una decina di anni fa: l'imprenditore secondo l’accusa avrebbe distratto somme per oltre 4 milioni di euro

Il tribunale di Chieti ha condannato a 11 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, seguita al fallimento della Sidermetalli srl, l’imprenditore teatino Luciano Bellia.

Condannati anche a sei anni la sua collaboratrice Irina Sedova, alla quale era stato ceduto il 70% del capitale sociale e a due anni Gianmarco Pipia  di Lanciano, amministratore di una società legata alla Sidermetalli.

I fatti risalgono ad una decina di anni fa. Bellia, noto nel settore del recupero dei metalli ferrosi, secondo l’accusa avrebbe distratto somme per oltre 4 milioni di euro tratte su conti intestati alla società.

Il tribunale ha invece assolto per prescrizione Monica Piersante dall’accusa di ricettazione e Giuseppe D’Alessandro e Luciano Gallo, accusati di reati fiscali.

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