Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Assistenza al bimbo autistico di Vasto, la Asl replica: "Non è mai stato portato nel centro accreditato"

Sul caso denunciato da Maria Hélène Benedetti, l'azienda sanitaria replica di aver predisposto la presa in carico del piccolo in una struttura vastese, con cui la famiglia non ha mai preso contatti

La Asl Lanciano Vasto Chieti replica in una nota alla mamma vastese che denuncia l'impossibilità, per il figlioletto affetto da autismo, di effettuare le terapie necessarie vicino casa. Marie Hélène Benedetti si è detta pronta a iniziare uno sciopero della fame, nel caso in cui al bimbo di 3 anni non vengano assicurate le cure a Vasto, come ha riconosciuto il tribunale nel suo ricorso, presentato insieme all'associazione Autismo Abruzzo onlus. 

Ecco di seguito le precisazioni dell'azienda sanitaria:

Il 13 settembre scorso, com'è noto, è stata emessa un'ordinanza con la quale veniva ordinato alla Asl di prendere in carico il minore "avvalendosi di strutture specializzate in un centro autorizzato vicino alla residenza del paziente, ovverosia Vasto, con interventi riconosciuti dalle Linee guida nazionali per l'autismo e di seguire trattamenti fino a quando sarà considerato necessario e utile per la salute del paziente".

A seguito di tale provvedimento, la Asl, accertato che l'unica struttura accreditata per il trattamento riabilitativo dei disturbi dello spettro autistico nella Regione Abruzzo è "Il Cireneo" Onlus di Vasto, il 25 settembre ha comunicato alla suddetta struttura e alla famiglia la presa d'atto dell'ordinanza e i relativi adempimenti. Una settimana più tardi, il 30 settembre, Il Cireneo ha comunicato alla Asl e alla famiglia, tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, di avere predisposto la presa in carico del bambino, ma da parte dei genitori non c'è stato alcun riscontro. 

Da ultimo, il 9 ottobre la stessa Onlus ha informato formalmente sia la direzione Asl che il tribunale di non aver dato corso alla presa in carico del minore perché i genitori, che esercitano la patria potestà sul piccolo, non si sono mai presentati presso la struttura né hanno fatto pervenire alcuna comunicazione.

Da parte dell'azienda, dunque, sono state poste in essere tutte le azioni finalizzate a dare esecuzione al provvedimento giudiziario e assicurare al bambino assistenza adeguata, secondo quanto previsto dalle Linee guida nazionali che stabiliscono setting assistenziali precisi per i diversi bisogni di salute in strutture accreditate.

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