Bambinisenzasbarre, nel carcere di Chieti la partita di calcio per i figli dei detenuti

Martedì 29 novembre si giocherà all'interno della casa circondariale di Madonna del Freddo la partita di calcio per dare voce e visibilità ai bambini che hanno un genitore recluso

Un match di calcio per sostenere la campagna sui diritti dei bambini figli di detenuti: la casa circondariale di Chieti in via Ettore Ianni (foto) parteciperà, martedì 29 novembre alle 13,30, alla seconda edizione della partita di calcio di Bambinisenzasbarre.

I detenuti con e senza figli si sfideranno per dare voce e visibilità ai bambini che hanno un genitore recluso, per sensibilizzare istituzioni, sistema carcerario, Media e opinione pubblica affinché non vengano emarginati solo perché figli di detenuti.

L’adesione è altissima: si gioca a dicembre in tutte le regioni italiane. I calciatori scenderanno in campo con la maglietta di Bambinisenzasbarre, azzurra e gialla come i colori dell’associazione e con la scritta “I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini”. Le famiglie potranno assistere alle partite, e i bambini tifare per il loro papà in campo. In totale si giocherà in circa 30 istituti penitenziari, a partecipare saranno oltre 400 persone detenute.

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La “Partita di calcio Bambinisenzasbarre” fa parte delle iniziative all’interno della campagna nazionale di sensibilizzazione “Non un mio crimine, ma una mia condanna. I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini”, per promuovere dal 20 novembre al 20 dicembre la “Carta dei figli dei detenuti” rinnovata lo scorso settembre dal ministro Orlando, dalla Garante dell’Infanzia Albano e da Bambinisenzasbarre e per portare all’attenzione il tema dei 100mila bambini che in Italia entrano ogni giorno ogni anno in carcere per mantenere il legame con i propri genitori, e che oggi vedono riconosciuti i propri bisogni trasformati in diritti.

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