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Giovedì, 30 Maggio 2024
Cronaca Sant'Eusanio del Sangro

Bimba di 8 anni muore dopo una malattia, lutto a Sant'Eusanio del Sangro

La scomparsa della piccola Aksh Deep, "Surbi" per i suoi cari, ha gettato nello sconforto, oltre alla famiglia, la comunità indiana e tutto il paese, che oggi le darà l'ultimo saluto

È un dolore atroce quello che ha colpito Sant'Eusanio del Sangro e la comunità indiana del paese per la morte, a soli 8 anni, della piccola Aksh Deep, "Surbi" per i suoi cari, a causa di una grave malattia. L'ultimo saluto è fissato oggi, alle ore 15, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. 

La bimba, che frequentava la terza C della scuola primaria di Sant'Eusanio, se n'è andata sabato, gettando nello sconforto la mamma Balvir Kaur, il papà Baljinder Kumar, il fratello Raul Jhamat, iscritto alla scuola secondaria del paese, e la sorellina Rasanjot Kaur, di due anni più piccola. 

Tutta la comunità scolastica e cittadina si è stretta intorno a una famiglia stordita da un lutto difficile da comprendere. 

Ed è il sindaco Raffaele Verratti a dar voce al dolore dei suoi concittadini per la scomparsa precoce della piccola Surbi: "Davanti alla morte di un compaesano adulto - scrive in una accorata riflessione - i cuori si struggono dal dolore, ma quando questo colpisce un 'bambino', oltre al dolore nascono domande che spesso non trovano risposta: perché la malattia in un "bambino" così piccolo e innocente? Aksh era la felicità della famiglia e degli amici, come poter accettare la sua morte? Dov’era Dio, invece di salvare Aksh che amava tanto? La nostra fede e la Parola di Dio aprono un piccolo spiraglio nell’infinita grandezza e profondità del nostro dolore: “Dio lo ha tanto amato e lo ha voluto subito accanto a sé nel Regno della Vita e dell’Amore” (Sap. 4)".

"Da uomini - incalza il primo cittadino - non capiamo e facciamo molta fatica ad accettare questo progetto. Forse il nostro Padre che è nei cieli voleva che Aksh non soffrisse più, voleva un sorriso in più nella sua casa, voleva un nuovo angelo e un nuovo messaggero di amore per tutti noi. Queste parole non sbriciolano il dolore e la sofferenza che c’è ora nel nostro cuore e nella nostra vita, ma forse ci aiutano a sentire Aksh viva in noi, in un modo diverso, ma più potente. Saluto tutta la famiglia Deep, stringendomi al dolore con le parole: 'Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato' [Es 23, 20-33]. Aksh è viva e ora amerà la sua famiglia dal cielo". 

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