Azione universitaria: "Ecco perchè abbiamo presenziato alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico"

Una cerimonia contestata alla d'Annunzio. Il consigliere nazionale spiega le ragioni della partecipazione alla cerimonia di

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

A seguito della confusione creatasi in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2016/17 ritengo doveroso esprimere alcune precisazioni sul perché Azione Universitaria, insieme con altre associazioni, abbia deciso di presenziare l'inaugurazione dell'anno accademico, differentemente dalla linea seguita da altre liste. Lo studente che decide di intraprendere incarichi di rappresentanza sa bene quale sarà il proprio compito: esporre a chi di dovere i problemi di un Ateneo, essere promotore della risoluzione degli stessi, suggerire ed individuare implementazioni che possano essere funzionali al miglioramento della condizione studentesca, al fine di rendere migliore la vita degli studenti nel contesto universitario.

Non partecipare agli eventi che permettono di far sentire la voce dei propri colleghi equivale a non farlo. Da anni facciamo rappresentanza come associazione nell' Ateneo e, da anni, conosciamo bene il peso che assume all'interno dell'ecosistema universitario una cerimonia ufficiale come l'inaugurazione di un nuovo anno accademico. Un evento fondamentale. Un evento che riunisce contemporaneamente tutte le più alte cariche istituzionali del territorio. Rettori, ma anche sindaci, governatori regionali, amministratori locali e dirigenti di vari enti pubblici. Un evento al quale tutti i rappresentanti degli studenti sono invitati a partecipare. Cerimonia durante la quale, gli stessi studenti possono esporre alla platea le loro osservazioni raccolte nell'anno appena conclusosi, esponendo eventualmente cosa c'è che non va nella nostra università.

Noi lo abbiamo fatto. Lo abbiamo fatto senza mezzi termini. Il nostro discorso, riportato sul portale di ateneo all'indirizzo qui sotto ne è la chiara dimostrazione. Un attacco a tutto ciò che non va nel nostro Ateneo. Una voce, quella degli studenti, che DOVEVAMO rappresentare e che non potevamo tacere. Non presenziare ad un evento come l'inaugurazione dell'anno accademico è come per un rappresentante non andare ai Consigli di Corso, è un venir meno ai propri doveri. Noi, con i nostri rappresentanti, abbiamo sempre partecipato. -Abbiamo partecipato nel 2014, quando le cose nel nostro Ateneo non andavano sul serio, quando mancavano i fondi per il tutorato, quando non vi erano esoneri per gli studenti lavoratori, quando un folle sistema di contribuzione ancora non prevedeva il pagamento delle tasse per gli studenti suddiviso in base al reddito. Tutte cose che furono dette a suo tempo durante l'inaugurazione, tutte iniziative tenute in considerazione dall'amministrazione, proprio a seguito di quella "strigliata" fatta da tutti gli studenti durante l'inaugurazione. Nessuno disertò quell'anno l'inaugurazione, eppure la situazione era decisamente peggiore rispetto ad oggi. -Nessuno disertò neanche nel 2015, quando il sistema di tasse universitarie appena rivisitato causò gravissime ripercussioni sugli studenti tutti , con un sito web che non avvisò prontamente gli studenti della compilazione della propria condizione economica, pena l'inserimento da prassi in ultima fascia (con annessa contestazione, proprio in quell'anno da parte di vari gruppi studenteschi indipendenti). Tutte proposte avanzate e poi accolte. Nessuno disertò quell'anno. -Neanche nel 2016, anno in cui i copiosi allagamenti dei Poli didattici erano ben più gravi di quelli attuali, quando sul Polo di Pescara un crollo ferì una docente, nessuno disertò. E' stata fatta una precisa scelta politica dietro la diserzione di alcune liste studentesche alla cerimonia di inaugurazione. E' costume, quello italiano, di invocare la democrazia solo quando la stessa sia ad uso e consumo del diretto interessato. Quando un sistema egalitario ci priva di un qualcosa, improvvisamente si diviene molto meno "democratici". Quest'anno l'associazione che ho l'onore di rappresentare rielegge, dopo otto anni uno studente del nostro Ateneo in seno al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

Una bella soddisfazione per una delle principali associazioni della d'Annunzio. In virtù di ciò, ma anche in funzione di una sana alternanza durante l'inaugurazione dell'anno accademico dei vari rappresentanti, mi è stato chiesto di intervenire sollevando le osservazioni di noi studenti durante l'evento. L'ho fatto. E con me lo hanno fatto tutte le associazioni che hanno partecipato. Sono forse io il problema?. Il Consiglio Studentesco del 20/01, convocato ad hoc per discutere la questione inaugurazione anno accademico, si incentra esclusivamente sul nome del rappresentante che dovrebbe leggere il discorso. Il verbale della seduta recita difatti: "... Il Presidente si dice risentito per una serie di ragioni: è il momento più importante per la componente studentesca per avere una voce. Il fatto che si sia stato deciso all'oscuro dell'organo, è inaccettabile.

Il Presidente contesta la proceduta adottata per la designazione del membro esponente della componente studentesca, […] … Il componente chiede quindi spiegazioni sulle modalità che hanno portato alla scelta del membro D'Ambrosio. […] Dopo una discussione è proposta la seguente mozione, accettata dalla maggioranza dei componenti: "Il rappresentante degli studenti che tiene il discorso di Inaugurazione dell'Anno Accademico è il Presidente della Consulta degli Studenti." Credo, a questo punto, che il problema sia la richiesta di una sana alternanza nel giorno dell'inaugurazione, anche nel rispetto delle varie forze associazionistiche presenti nel nostro Ateneo. "Il pallone è mio e decido io" così come i bambini capricciosi minacciavano al parco giochi da piccoli: sembrerebbe questo l'atteggiamento adottato da chi ha disertato. Come ribadito nel discorso che ho avuto l'onore di leggere durante l'inaugurazione credo che essere rappresentante degli studenti imponga un alto senso di responsabilità. Essere rispettosi di una forma, un modo, di una posizione occupata è un dovere, non una scelta. "Absens heres non erit": Gli assenti hanno sempre torto, sentenziava una celebre locuzione latina.

Nicola D'Ambrosio Consigliere Nazionale Studenti Universitari - Azione Universitaria

Il nostro discorso: https://www.unich.it/node/8071

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