In autunno partono i lavori alle palazzine Ater e la pista di pattinaggio diventa un orto sociale: la vittoria del comitato

"Il Villaggio grida", dopo aver denunciato il degrado del quartiere, ha finalmente ottenuto garanzie dal sindaco e dal commissario Ater

Le palazzine Ater

“Il Villaggio grida” ha finalmente trovato ascolto. Il comitato del Villaggio Celdit nato spontaneamente nel mese di novembre per denunciare il degrado e lo stato di abbandono del quartiere ha ottenuto un incontro con il sindaco Umberto Di Primio e l’Ater. Il commissario ha assicurato che sono arrivati i fondi Cipe per i lavori alle palazzine di via d’Annunzio, via Bosio, via Pescara e piazza San Pio X. 

In estate dovrebbero terminare i lavori di progettazione e per l’inizio dell’autunno partiranno i lavori di manutenzione e adeguamento sismico delle “cinque stecche” di pertinenza Ater nel quartiere, a cui verrà anche risistemata la facciata. 

Una prima vittoria del gruppo di cittadini attivissimo da qualche mese a denunciare lo stato di abbandono di un quartiere di vitale importanza per la vita dello Scalo, visto che ospita diverse scuole ed è a ridosso del campus universitario. 

Ora restano da affrontare altri nodi, come la situazione delle strade e la perdita idrica di via Bosio, che persiste ormai da anni. “C’è stata una diatriba tra Comune e Ater per comprendere di chi sia la competenza della strada - spiega Katia Leone, referente del comitato Il Villaggio grida - anche se pare che la manutenzione di via d’Annunzio spetti all’Ater, quella di via Bosio al Comune. Ci hanno convocato per un prossimo incontro, in cui si chiarirà a chi spetti sistemare le strade”. 

Nella riunione è stato ottenuto un altro grande risultato: come richiesto dal quartiere, la pista di pattinaggio abbandonata da anni sarà affidata al comitato, che la sistemerà per realizzare orti sociali. Per l’assegnazione manca solo l’ufficialità di una delibera. 

“Finalmente - commenta Leone - qualcosa si sta muovendo: è la dimostrazione che unendo le forze, facendosi sentire e segnalando quello che non va, le istituzioni si interessano e si muovono”. 

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