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Boom di multe per l'autovelox, Giustizia Sociale: "Brecciarola bancomat del Comune"

Il segretario del partito di opposizione: "L'autovelox è stato posizionato sul lato sbagliato, sta svuotando le tasche dei residenti"

E’ boom di multe a Brecciarola dopo l’attivazione dell’autovelox, a dicembre scorso. In tre mesi risultano essere stati compilati ben 13 mila verbali, una media di 150 multe al giorno. A chi plaude la misura per scongiurare incidenti pericolosi in un tratto decisamente critico si affianca chi non ritiene opportuno il posizionamento del rilevatore rispetto alle reali criticità di pericolo: l’autovelox è disposto sul tratto della Tiburtina che da Manoppello e Brecciarola conduce a Chieti Scalo/ingresso asse attrezzato mentre, nella maggior parte dei casi, gli incidenti verificatisi negli ultimi anni sono stati causati soprattutto dai veicoli provenienti a velocità sostenuta dall’asse attrezzato Pescara-Popoli contro quelli provenienti dal sottopassaggio della variante della Statale. Ne è convinta anche Giustizia Sociale che, attraverso il suo segretario cittadino Andrea Iezzi, non esita a definire Brecciarola il nuovo bancomat del Comune.

“Far passare le oltre 150 infrazioni giornaliere rilevate dall’autovelox di ultima generazione come un deterrente per incrementare la sicurezza e prevenzione – dice - appare un azzardato esercizio di propaganda da parte dell’amministrazione comunale per mascherare, attraverso una giustificazione nobile, l’introduzione di una vera e propria tassa occulta per tutti gli automobilisti e in particolare per quelli della zona Bivio e del quartiere Brecciarola costretti, per motivi di lavoro, a percorrere quel tratto di strada più volte al giorno e, di conseguenza, esposti fortemente al rischio multe. Tra l’altro, l’installazione dell’autovelox, come esigenza di sicurezza per i cittadini della zona, non trova nessuna giustificazione plausibile, non fosse altro per l’errato posizionamento del rilevatore rispetto alle reali criticità di pericolo evidenziate dagli incidenti che si sono verificati nella zona nell’ultimo decennio”.

Iezzi si chiede anche quanti soldi incassati dal Comune derivanti dalle infrazioni rilevate dall’autovelox saranno destinati al miglioramento della sicurezza stradale del quartiere “considerato che il nuovo codice della strada stabilisce che i Comuni devono destinare i proventi delle sanzioni pecuniarie per la violazione al codice della strada, nella misura minima del 50% per le finalità di miglioramento della sicurezza stradale, con interventi a tutela delle fasce deboli (bambini, disabili, pedoni e ciclisti) per la mobilità ciclistica, barriere architettoniche. A queste domande - conclude - farebbero bene a rispondere non solo il sindaco e l’assessore competente, ma anche i consiglieri comunali eletti nella zona, molto prodighi di promesse in campagna elettorale”.
 

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