Caos sulle autostrade abruzzesi: proclamato lo stato di agitazione delle categorie produttive

Confcommercio indice lo stato di agitazione dei settori del commercio, del turismo, dei trasporti e dei servizi abruzzesi sulla insostenibile situazione nei tratti autostradali regionali

foto Ansa

Mentre il Ministero dei trasporti ha fatto sapere al Governatore Marsilio di dover attendere fino a lunedì per sapere se sarà possibile riaprire al traffico pesante il viadotto del Cerrano sull'autostrada A14 e alleggerire così il traffico sulla statale Adriatica, Confcommercio Abruzzo ha indetto lo stato di agitazione dei settori del commercio, del turismo, dei trasporti e dei servizi abruzzesi.

Insostenibile ormai la situazione nei tratti autostradali che

“sta causando danni gravissimi ed irreparabili al sistema economico abruzzese. Un territorio peraltro colpito negli ultimi dieci anni da eventi calamitosi e che richiederebbe ben altre attenzioni per favorire la ripresa economica e produttiva e che, invece, alla luce di provvedimenti discutibili, viene penalizzato da una situazione non più sostenibile sia a livello sociale che economico”

evidenziano il direttore Celsio Cioni e il presidente Roberto Donatelli.

Confcommercio ha quindi avvisato i prefetti di tutte le quattro province abruzzesi dello stato di agitazione delle categorie e ha richiesto un immediato e urgente incontro per individuare ogni azione utile che consenta di ripristinare condizioni di percorribilità autostradali accettabili e che riportino la situazione alla normalità. La stessa richiesta è stata rivolta al presidente della Regione Marsilio che già si è attivato davanti al Governo per sottoporre quella che, ormai, è diventata una vera e propria emergenza Regionale.

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“Auspichiamo fortemente che il Governo con la tempestività estrema che il caso richiede, possa attivare a sua volta un deciso intervento per restituire all’Abruzzo, al suo sistema produttivo, Economico e Sociale, condizioni di fruibilità strategiche in un territorio in cui le altre infrastrutture di trasporto (rete ferroviaria, ecc…) non offrono alcuna alternativa e fanno riferimento a reti non più al passo con i tempi e che relegano l’Abruzzo ad un territorio isolato e penalizzato rispetto a quasi tutte le regioni italiane. Ci auguriamo – concludono Cioni e Donatelli -  che le risposte giungano rapidissimamente altrimenti ci troveremo costretti ad azioni sindacali a tutela degli interessi della migliaia di imprese abruzzesi e dell’intero contesto socio economico del nostro territorio”. 

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