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50 coltellate per uccidere la migliore amica della moglie, quattro quelle letali

Oggi l'autopsia sul corpo di Laura Pezzella ha svelato la furia con cui Francesco Marfisi ha colpito dove aver già ammazzato Letizia Primiterra

Cinquanta coltellate per uccidere la migliore amica della moglie, che considerava responsabile della fine del suo matrimonio, quattro quelle letali, che hanno intaccato irrimediabilmente punti vitali del corpo. Questo è quanto risultato dall’autopsia sul corpo di Laura Pezzella, la 33enne accoltellata a morte a Ortona, giovedì scorso, da Francesco Marfisi, marito dell’amica Letizia Primiterra, uccisa poco prima di lei. 

L’autopsia, effettuata dal dottor Pietro Falco, responsabile della Medicina Legale della Asl, è durata circa 7 ore, dalle 7 di stamani (martedì 18 aprile) alle 14. Quella di Letizia Primiterra è prevista per domani (mercoledì 19 aprile). 

Dal primo esame è emerso che Marfisi, dopo essere riuscito a entrare nell’abitazione della donna, in contrada Tamarete, le si è accanito contro con una furia cieca, brandendo un coltello da macellaio, mentre nella stanza accanto c’erano i due figli piccoli della donna. Ha inferto cinquanta coltellate contro Laura Pezzella, ben più del doppio di quante si ipotizzasse all’inizio, soprattutto a livello toracico, nella parte anteriore e al dorso. 

Quattro di questi fendenti sono risultati letali, perché hanno colpito profondamente cuore e polmoni. Ci vorranno un paio di mesi per conoscere i risultati definitivi, visto che sono stati effettuati anche prelievi di liquidi e materiale biologico per l’esame del dna.

Intanto per questa sera, a Ortona, è prevista la fiaccolata contro la violenza in memoria delle due donne assassinate.

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