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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca Lanciano

Auto contro pedoni, l'arrestato: "Una voce mi diceva di accelerare, credevo di aver colpito i tavolini"

Il 28enne di Casoli che ha investito due persone ha spiegato al giudice: "Solo dopo ho avuto il dubbio e ho chiamato i carabinieri". Resta in carcere

Resta in carcere il 28enne di Casoli che martedì 13 settembre con l'auto è piombato addosso alla folla, investendo due pedoni su corso Trento e Trieste. Questa mattina il giovane è comparso in videoconferenza, dal carcere di Lanciano dove è detenuto, davanti al gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, per l'udienza di convalida dell'arresto per tentato omicidio. Assistito dal suo legale, l'avvocato Alessandro Di Martino, il 28enne ha risposto alle domande del giudice cercando di spiegare dal suo punto di vista quanto accaduto martedì mattina in centro a Lanciano.

Il giovane era uscito di casa per andare a fare colazione al bar e con l'auto si è diretto verso Lanciano. “Man mano che mi avvicinavo mi sentivo peggio”, ha raccontato, “so che il Corso è un'isola pedonale, ma quella mattina ho imboccato quella che mi appariva solo una strada. C'erano molte persone, un camion che scaricava merci, da lì non ho capito più nulla. Ero accecato da una luce e una voce mi diceva di scappare. Ho accelerato per andare via”.

Il 28enne non si sarebbe reso conto di avere investito due pedoni. “Ho sentito dei rumori, ma pensavo di avere colpito due tavolini”, ha raccontato ancora, “solo dopo, ripensandoci, mi è venuto il forte dubbio e così ho chiamato i carabinieri”. In effetti, dopo essersi allontanato dal centro, il giovane ha chiamato il 112 dando indicazioni su dove si trovasse e confessando il gesto.

“Non era consapevole del gesto che ha fatto”, spiega l'avvocato Di Martino, “è cosciente di avere dei problemi e ha invocato, anche davanti al giudice, un aiuto per individuare la patologia di cui è affetto. Ha chiesto scusa per quello che ha fatto e si è informato delle condizioni dei feriti”.

Sembra che lo scorso anno il 28enne abbia avuto un'altra crisi, mentre era a casa. Portato in ospedale, era stato poi rimandato a casa con il consiglio di fare un colloquio per essere seguito dal reparto di psichiatria. Ma poi non ha dato seguito alla cosa. Il difensore ha chiesto al giudice una misura cautelare alternativa che tenesse conto delle condizioni psichiatriche del suo assistito. Ma il gip ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, definendo il 28enne "persona pericolosa". 

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