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Cronaca Lanciano

Auto contro pedoni a Lanciano: l'arrestato davanti al giudice

Il 28enne comparirà giovedì mattina in tribunale per l'udienza di convalida. I carabinieri: "La telefonata al 112 per confessare il gesto dimostra capacità di intendere e volere"

Il 28enne di Casoli, arrestato martedì mattina dopo aver investito con l'auto due pedoni su corso Trento e Trieste, comparirà domani mattina in tribunale a Lanciano per l'udienza di convalida. 

Il giovane, assistito dall'avvocato Alessandro Di Martino, è attualmente rinchiuso nel carcere di Villa Stanazzo. E' indagato per tentato omicidio dopo che, ieri mattina, è piombato sulla folla con la sua Fiat Punto e ha travolto due pedoni, un 77enne di Lanciano, trasportato in elisoccorso a Pescara e operato, e una 68enne residente a Torino di Sangro, ricoverata al Renzetti di Lanciano. Entrambi i feriti non sono in pericolo di vita.

Dopo il folle gesto di martedì mattina, il 28enne è fuggito, urtando anche un paio di macchine, per poi contattare il 112 dichiarando di volersi costituire e fornendo indicazioni sul luogo in cui si trovava. I carabinieri lo hanno raggiunto e il giovane ha subito confessato il gesto. L'intervento congiunto, insieme al personale del commissariato di polizia, ha permesso di rinvenire la Fiat Punto utilizzata dall'investitore, abbandonata in località Sant'Egidio, non lontano dalle Torri Montanare, con il parabrezza sfondato.

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“Sembra che il soggetto avesse fatto alcune visite psichiatriche, ma la disponibilità di una patente di guida in corso di validità e soprattutto la telefonata al 112 fatta a ridosso dell'evento, nella piena coscienza di quanto commesso, ci dimostra che ha piena capacità di intendere e di volere", così il maggiore Fabio Vittorini, comandante della compagnia carabinieri di Lanciano, annunciando l'arresto del 28enne, "ci ha contattato telefonicamente nella piena coscienza di quanto accaduto, ha riconosciuto la gravità del gesto commesso. Al momento non ha fornito giustificazioni".

Il giorno precedente al folle gesto di Lanciano, il 28enne ha sostenuto un colloquio di lavoro per una catena di negozi di bricolage in Val di Sangro, suscitando più di una perplessità nel suo interlocutore. Il giovane risiede a Casoli ma per anni ha vissuto a Pescara.

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