Cronaca

Acqua: aumentano le tariffe, ma Chieti è la meno cara in Abruzzo

I ritocchi vanno da 0,02 a 0,10 euro al metro cubo in base alle attività. Ma secondo un'indagine di Cittadinanza attiva le bollette teatine sono le settime meno care in Italia, grazie anche alla sistemazione della vecchia rete idrica

Aumentano le tariffe idriche nel comune di Chieti. Un ritocco complessivo del 12,579 per cento, proposto dal servizio idrico integrato del comune dovuto per adeguamenti Istat 2008, 2009 e 2010. Lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Colantonio.

Per la fascia minima (fino a 6 metri cubi al mese) i residenti pagheranno 0,36 euro al metro cubo contro 0,31. La fascia media (da 6 a 14 metri cubi al mese) aumenta da 0,46 a 0,52 euro al mese, mentre quella massima (oltre 14 metri cubi al mese) passa invece da 0,65 a 0,73 euro al metro cubo. Per le utenze abitative non residenti e per le altre categorie si passa da 0,81 euro a 0,91 al metro cubo. Per le attività di istruzione privata l'aumento è da 0,68 a 0,77 euro, da 0,16 a 0,18 per pisciculturazootecnia. In tutto gli aumenti vanno da un minimo di 0,02 euro al metro cubo fino ad un massimo di 0,10.

Nonostante gli aumenti, Chieti resta il comune con la tariffa più bassa in Abruzzo e il settimo in Italia. Secondo l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, infatti, la spesa media annua di un teatino per l’acqua è di 176 euro, mentre la media regionale ammonta a 211 euro.

Colantonio ricorda che grazie al rinnovamento delle reti idriche antiquate che causavano dispersione e spreco dell’acqua, “si è passati dai 13 milioni di metri cubi di acqua erogati sul territorio alla fine del 2009 ai 10 milioni registrati al 21 dicembre 2011. Le fatturazioni – spiega l’assessore – sono passate da 5 milioni di euro all’anno a 6 milioni e 200 mila per una maggiore attenzione nelle lettura, una certosina ricerca dell’area evasiva e grazie alla sostituzione di contatori rotti e malfunzionanti”.

Sempre in tema di acqua, il comune ha sistemato almeno in parte i debiti con l’Aca. “Dall’insediamento dell’amministrazione Di Primio – dice Colantonio -  sono stati corrisposti all’Aca: 857 mila euro relativi ai consumi non pagati per il 2007 e parte del 2008, più 7 milioni 278 mila e 208 euro per i consumi non pagati di parte di 2008, 2009 e 2010. La partita debitoria di circa 7 milioni di euro – continua – di cui al decreto ingiuntivo n. 1.249 del 2009, è stata parzialmente restituita per 3 milioni e siamo fiduciosi che si riuscirà ad estinguere il debito residuo entro luglio 2013”. 

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